Lo scopo di questo blog


Fare bene due cose contemporaneamente, è difficile. In Politica, ancora di più.
Chi è stato eletto ad una carica, non deve ricoprirne altre, ma portare a termine la prima nel modo migliore.
Questo Blog è nato per segnalare tutti quei casi di politici italiani che ricoprono doppi incarichi (elettivi o di nomina politica), o che abbandonano la posizione per cui sono stati eletti per candidarsi ad un'altra (Rispetto del Mandato), o che si candidano contemporaneamente a piu' cariche, per scegliere la piu' conveniente.
Per ciascuno di questi politici cerchiamo di fornire tutti i riferirmenti ed i contatti, invitandovi a scrivergli per convincerli a comportarsi correttamente verso i propri elettori, anche se la legge, a volte, non lo impone.
In sezioni dedicate del Blog vi daremo tutti gli aggiornamenti e le risposte dei politici interpellati.
Partecipate! fate sentire la vostra voce!

mercoledì 3 luglio 2013

Non solo doppi incarichi ...

“No ai doppi incarichi”, per come appare, sembra proteso a pizzicare parlamentari e senatori i quali, avendo ricevuto un mandato nazionale, si ostinano a conservare una scranno territoriale (in comune, provincia o regione). 
E se invece di due incarichi, uno ne colleziona dieci volte tanti (o meglio, per la precisione: 2x12,5 = 25), lo ignoriamo del tutto?

Nella bottega di Mastro Pasqua titola un esilarante articolo di Carlo Bertani che inquadra un personaggio d’altri tempi, un Mastro Don Gesualdo uscito dalla prosa di Giovanni Verga. Che altro aggiungere, se non che queste righe sono vergate non dalla penna e calamaio dello scrittore siciliano, padre del Verismo, ma dalle cronache finanziarie, veritiere, e i tratteggi del fenomeno sono racchiusi nei meandri della ragioneria dello stato.
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La bottega di Mastro Pasqua è un luogo senza-luogo: lo immagineremo - prosegue il racconto di Bertani - sparire da una porticina in un vecchio androne della Roma rinascimentale, quei passaggi che conducono a cortili nascosti, con alberi di limone e cespugli di mirto.
Da lì, ecco che s’apre un nuovo budello, stretto ed ombroso, che termina nella sua bottega: l’Istituto Naturale delle Pensioni Segate (INPS). A dire il vero, per seguire la sua ossessione che rasenta la follia, Pasqua s’è lasciato convincere a seguire ben 25 dirigenze e consulenze, che spaziano da Equitalia al CONI, per giungere a Telecom ed Autostrade per l’Italia, solo per citare le più importanti. A definirlo un uomo in odore di conflitto d’interesse non è l’Almanacco Bolscevico, bensì sono i giornali finanziari più quotati.
La rimozione della morte, che Pasqua crede di vanificare gettandosi nel lavoro, lo condurrà probabilmente a concorrere – insieme ad altri manager di Stato – al concorso “il più ricco del cimitero”. Si vince una tomba in plexiglas con climatizzatore incluso, decorata con rose in plastica coreana: una vera sciccheria.

Ma, quando Mastro Pasqua apre la porta della sua bottega e poi la richiude, lo scatto dell’antica serratura lo fa precipitare nella pace assoluta: lontane sono le ansie, le lotte, i fastidi che ben 25 (!) lavori portano, che non sappiamo se corrisponderanno a 25, diverse, pensioni. Appena giunto saluta la Fornarina la quale, nel retro – in grembiule e ciabatte – è sempre affaccendata con i suoi alambicchi: la poveretta cerca da anni l’elisir di corta vita, e mescola sapientemente erbe e minerali nel mortaio, per poi riprenderle con poca acqua nel crogiolo e distillare, dunque, il tutto.
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Si rimanda alla fonte per la lettura completa dell’articolo:

http://carlobertani.blogspot.it/2013/06/nella-bottega-di-mastro-pasqua.html



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