Lo scopo di questo blog


Fare bene due cose contemporaneamente, è difficile. In Politica, ancora di più.
Chi è stato eletto ad una carica, non deve ricoprirne altre, ma portare a termine la prima nel modo migliore.
Questo Blog è nato per segnalare tutti quei casi di politici italiani che ricoprono doppi incarichi (elettivi o di nomina politica), o che abbandonano la posizione per cui sono stati eletti per candidarsi ad un'altra (Rispetto del Mandato), o che si candidano contemporaneamente a piu' cariche, per scegliere la piu' conveniente.
Per ciascuno di questi politici cerchiamo di fornire tutti i riferirmenti ed i contatti, invitandovi a scrivergli per convincerli a comportarsi correttamente verso i propri elettori, anche se la legge, a volte, non lo impone.
In sezioni dedicate del Blog vi daremo tutti gli aggiornamenti e le risposte dei politici interpellati.
Partecipate! fate sentire la vostra voce!
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sabato 8 ottobre 2016

9 ottobre: Democrazia 2.0

Chi sa cosa avviene domani, 9 ottobre 2016? nessuno?
Si vota per l'elezione dei consigli metropolitani in 5 importanti città italiane: Torino, Milano, Bologna, Roma, Napoli. Altre seguiranno nelle prossisme settimane, isole comprese.
Sapevate nulla? Tranquilli, tanto non siete voi a dover votare. Ci pensano Sindaci e Consiglieri comunali dei comuni appartenenti alle provincie coinvolte. Quindi potete tranquillamente andare al mare. O dove volete.
E' la seconda volta che si vota in questo modo in queste città, in maniera indiretta, cioè non sono i cittadini ad esprimersi, ma i loro rappresentanti, quelli eletti dai cittadini nei consigli comunali, sindaci inclusi. Così tutto sarà sotto controllo, tutto prevedibile. Anzi, fin da questa sera, cioè prima ancora del voto, si sa chi vincerà. Si, perchè ogni consiglio è fatto di partiti, i partiti si sono coalizzati in liste (fatte a loro volta di sindaci e consiglieri comunali), quindi si già quanti saranno i voti per ciascuna lista, basta contare i consiglieri comunali e sindaci appartenenti ai partiti coalizzati. Moltiplicati per il peso assegnato a ciascun comune.
Si, perchè i voti espressi da ciascun consigliere o sindaco, non sono tutti uguali - come peraltro richiederebbe la Costituzione, articolo 48 - troppo banale e semplice. I comuni di ciascuna provincia sono raggruppati in fasce, a seconda del numero di abitanti, i voti espressi in ciascuna fascia verranno divisi per un coefficiente opportunamente studiato, in modo che i voti del capoluogo contino molto più dei voti dei piccoli comuni lontani, tanto per non correre rischi eccessivi.
Tutto noto e previsto la sera prima delle elezioni.
Non ci scandalizziamo più per i doppi incarichi che gli eletti avranno, nel loro comune e nel consiglio metropolitano. Nemmeno ci scandalizziamo più del fatto che i cittadini non possano esprimere direttamente la loro scelta su chi deciderà del loro territorio, dei trasporti, delle strade, dei servizi pubblici, ...
Ci scandalizziamo solo del fatto che nessuno ne parli, che tutto passi in silenzo, che nessuno si indigni.
Tutto assopito, tutto attutito, tutto partiticamente digerito. E' cosi che va la Democrazia 2.0, quella che presto ci priverà di un'altra scelta e ci assicurerà altri doppi incarichi, nel caso la riforma Costituzionale cosiddetta "Renzi-Boschi" sia approvata dal popolo: vuoi tu non contare più nulla, vuoi delegare il tuo potere costituzionale ai partiti, vuoi rinunciare ad un'altro pezzo di quel "suffragio universale" così lungamente atteso e duramente conquistato? SI, lo voglio.
E vissero per sempre felici e contenti

giovedì 28 maggio 2015

Doppi incarichi e conflitti di interesse: #statetranquilli

Da "Il Giorno" di mercoledi 27 giugno
Qualcuno ci accusa, a volte, di continuare a lamentarci e di non apprezzare mai quello che si sta facendo, poco o tanto che sia, per uscire dal nostro stato di Paese arretrato e corrotto.
Può darsi che sia anche vero, però ci capita sempre più spesso di toccare con mano i problemi, gli intralci, a volte anche gli scandali che le "forme patologiche" da noi denunciate - spesso nemmeno percepite dalla società civile (e men che meno da chi le dovrebbe sanare, la "politica") - causano al tessuto sociale ed in generale alla qualità della vita di tutti noi.

Uno di questi casi, palesemente dovuto alla inadeguatezza della relativa legge istitutiva (la legge 57/2014, la cosiddetta "legge Del Rio"), si è presentato proprio in questi giorni, a otto mesi esatti dall'elezione del Consiglio dell'Area Metropolitana milanese.

Vi raccontiamo un caso balzato all'onore della cronoca proprio in questi giorni, come si vede dalla foto qui sopra.
Una società immobiliare, che vuole ampliare del 50% il proprio immobile (un Centro Commerciale, per la cronaca), utilizzando per la viabilità necessaria un'area agricola adiacente, presenta un ricorso al TAR contro il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) approvato dalla Provincia di Milano nel 2013, che su quell'area prevede un vincolo "strategico" (cioè non utilizzabile, se non a fini agricoli).
Il TAR dà ragione all'immobiliarista, di fatto eliminando il vincolo e concedendo la realizzazione nell'area in questione di quanto desiderato (uno svincolo stradale a servizio dell'ampliamento richiesto).

Di norma, chi perde un ricorso avverso (la Provincia), ha la possibilità di appellarsi al Consiglio di Stato, per far valere le proprie ragioni e lo deve fare entro 6 mesi dalla prima sentenza.
Ma la Provincia non esiste più, perciò toccherebbe all'Area Metropolitana, che ne ha ereditato le funzioni, presentare tale ricorso, i cui termini scadono il 21 giugno, tra poche settimane.
Uno dei membri del Consiglio Metropolitano è delegato alla Gestione del Piano Strategico del Territorio Metropolitano (il vecchio PTCP), oltre che alla Pianificazione territoriale generale e paesistico-ambientale: chi meglio di lui potrebbe occuparsi del ricorso, per tentare di difendere gli interessi ambientali metropolitani/provinciali?

Ma c'è un problemino ... il consigliere in questione, tale Eugenio Comincini, è anche sindaco di Cernusco sul Naviglio, guarda caso il comune in cui si trova l'area agricola di cui sopra. Inoltre, proprio l'Amministrazione di quel Comune, capitanata dal Comincini, il 28 luglio scorso ha approvato un "accordo di programma" che ha dato l'avvio proprio a quella procedura di ampliamento, che la società immobiliare vuole portare avanti anche a suon di ricorsi al TAR.

Non so se è chiaro: il Comincini, come sindaco è favorevole all'ampliamento, ma come consigliere delegato alla gestione del territorio metropolitano, dovrebbe essere contrario e battersi contro il consumo di suolo. Un bel conflitto di interessi, che però, come detto, non preoccupa minimamente il Nostro. Che intervistato da "Il Giorno" risponde candidamente: "nella città metropolitana ci sono solo sindaci, come noto. Quindi prima o poi siamo tutti in conflitto di interessi., [...]. Quindi Legambiente [che ha sollevato il problema, n.d.r.] può stare tranquilla: sulla questione deciderà Pisapia. Come su quelle di Milano, che chiamano in causa direttamente lui, decido io. Questo è il meccanisco. Trasparente ed efficace".
Se lo dice lui.

mercoledì 1 ottobre 2014

In odore di "casta"

Mentre ad Hong Kong migliaia di giovani protestano per le strade contro il Governo locale, uniti dallo slogan "una persona un voto", chiedendo di fatto il suffragio universale, nella metropoli padana si consuma la prima tappa del percorso inverso: "una persona - duemila voti e duemila persone - nessun voto".
Questo, di fatto, è successo domenica 28 settembre, quando poco più di 1600 tra sindaci e consiglieri comunali hanno espresso il loro voto "di secondo livello", hanno cioè scelto i "loro" rappresentanti per l'assemblea dell'area metropolitana milanese.
Ogni consigliere ed ogni sindaco rappresentava qualche centinaio di cittadini ed i voti espressi sono stati proprio conteggiati in base alle dimensioni del comune di appartenenza di ogni "grande elettore".
Così, agli eletti sono arrivate migliaia di preferenze, anche se espresse da pochi votanti.
Due sono comunque gli elementi di particolare nefandezza che affiorano da questo nuovo modo di eleggere chi ci governa:
- la totale indifferenza in cui si è svolta la tornata elettorale, particolamente importante per le sorti della città e della provincia di Milano: pochi giornali hanno riportato la notizia, in articoli defilati, pochissimo ne hanno parlato gli altri mezzi di comunicazione e chiedendo in giro, alle persone, nessuno ne sa nulla;
- il disagio, particolarmente forte per noi del sito "No doppio incarico", nel leggere la lista degli eletti: sindaco di Legnano, sindaco di Cernusco, sindaco di Arese, sindaco di Opera, consigliere a Milano, consigliere a Pessano, e così via.
Il 12 ottobre si replica, nelle altre aree metropolitane ed in tutte le province: se sentite odore di casta, non preoccupatevi, sono "loro".

venerdì 1 agosto 2014

Senato e Doppi Incarichi: ma non si doveva cambiare verso?

La fortuna dell'attuale Presidente del Consiglio è nata ed è cresciuta su pochi semplici concetti: rottamazione, riforme, novità. Tutto sapientemente sintetizzato, come lui sa fare, da un hashtag, una parola d'ordine che racchiude l'essenza della sua avventura: #cambiaverso. Indubbiamente, qualche cambiamento è in corso, anche se per ora limitato ad aspetti solo formali, o, peggio, limitato solo all'annuncio. Ma l'impressione è che tali (promessi) cambiamenti altro non siano, in realtà, che un perfezionamento del meccanismo di controllo dei partiti sulle istituzioni. Esattamente il contrario di ciò che servirebbe. Oggetto principale di questo blog, come sanno i nostri affezionati lettori, sono i doppi incarichi legati alla politica, in tutte le loro sfaccettature. Naturalmente l'aspettativa, nostra e forse di molti altri cittadini, è che questa infausta pratica dei doppi incarichi venga in qualche modo ridotta, se non addirittura contrastata, con provvedimenti ad hoc. E invece no: sembra proprio che Renzi voglia dare legittimità costituzionale al doppio incarico, prevedendone applicazioni nuove ed inaspettate. Così, se la prossima riforma del Senato andrà in porto, ci saranno un centinaio di eletti di primo grado (eletti dai cittadini nei Consigli Regionali o come sindaci di comuni capoluogo) che diventeranno ri-eletti di secondo grado, cioè votati dalle stesse assemblee regionali per entrare nel nuovo Senato. Naturalmente senza abbandonare la prima carica, che semplicemente si somma alla seconda. Anzi, la prima carica sarà presupposto e condizione necessaria perchè la seconda possa realizzarsi. Il tutto secondo le prescrizioni della nuova Costituzione. A dire il vero, anche prima di scomodare la Costituzione, già alcune importanti leggi ordinarie degli ultimi tempi avevano iniziato ad occuparsi della questione ed a conferire doppi incarichi istituzionali per alcune posizioni. Le città metropolitane ad esempio: nel prossimo mese di ottobre ci saranno le prime "nomine" (non trovo una parola più adatta) dei presidenti e dei consiglieri di questa nuova istituzione. Saranno scelti, a scrutinio segreto, tra i sindaci e i consiglieri comunali dei comuni coinvolti, votati proprio dagli stessi sindaci e consiglieri comunali. Così il Presidente della città metropolitana sarà già sindaco, ed i suoi assessori saranno assessori o consiglieri comunali: il doppio incarico diventa istituzione. Per le province sarà altrettanto: i nuovi presidenti ed i nuovi assessori (perchè ci saranno ancora i presidenti e gli assessori nelle province, che non sono state affatto abolite) saranno sindaci ed assessori, o consiglieri comunali già in carica, scelti ancora a scrutinio segreto dagli altri sindaci e consiglieri. Non vorrei abusare di una parola che suona ormai quasi inflazionata, ma di fatto "la casta" eleggerà suoi rappresentanti per governare e legiferare meglio in ambiti stabiliti e protetti dalla legge, se non addirittura dalla Costituzione, che al suo primo articolo afferma, come noto, che "il potere appartiene al popolo". In effetti, si tratta di un palese "cambiamento di verso". Perchè mai un sindaco dovrebbe trascurare la sua città e dedicarsi al governo della provincia? e perchè una persona, eletta nell'assemblea regionale, dove andare tutte le settimane a Roma per partecipare alle attività (non sappiamo poi ancora bene quali siano) del Senato? Sono domande per cui il cittadino medio non ha una risposta, ma che il politico, invece, che vede lontano, riesce a spiegare molto bene: solo così i partiti controlleranno ancora meglio le istituzioni, occupandole senza più nemmeno il bisogno di chiedere il consenso dei cittadini elettori. A questo punto credo sia indispensabile "cambiare verso": finora abbiamo cinguettato, ora dovremo cominciare ad abbaiare.