Lo scopo di questo blog


Fare bene due cose contemporaneamente, è difficile. In Politica, ancora di più.
Chi è stato eletto ad una carica, non deve ricoprirne altre, ma portare a termine la prima nel modo migliore.
Questo Blog è nato per segnalare tutti quei casi di politici italiani che ricoprono doppi incarichi (elettivi o di nomina politica), o che abbandonano la posizione per cui sono stati eletti per candidarsi ad un'altra (Rispetto del Mandato), o che si candidano contemporaneamente a piu' cariche, per scegliere la piu' conveniente.
Per ciascuno di questi politici cerchiamo di fornire tutti i riferirmenti ed i contatti, invitandovi a scrivergli per convincerli a comportarsi correttamente verso i propri elettori, anche se la legge, a volte, non lo impone.
In sezioni dedicate del Blog vi daremo tutti gli aggiornamenti e le risposte dei politici interpellati.
Partecipate! fate sentire la vostra voce!
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lunedì 20 giugno 2016

Si torna a parlare di 'doppio incarico'

A meno di 24 ore dalla chiusura dei ballottaggi per il sindaco delle maggiori città italiane, ballottaggi che hanno decretato una sostanziale battuta di arresto per il PD renziano ed il trionfo del Movimento 5 Stelle (19 su 20 sfide vinte), si risente parlare di doppio incarico.
I commentatori politici sembrano tutti d'accordo sul fatto che Renzi non possa più continuare, dopo questa sonora anche se preannunciata sconfitta, a conservare il ruolo di Segretario del PD e di Presidente del Consiglio dei Ministri. C'è chi lo dice come diretta conseguenza della 'debacle' elettorale, chi per paura che un PD in difficoltà possa avere influssi negativi anche sul Governo. Chi semplicemente perchè "il doppio incarico non ha funzionato", come afferma Speranza, leader della minoranza PD.
Tutte queste ragioni possono anche avere una loro validità, ma quello che diciamo noi (ebbene si, noi "l'avevamo detto") è molto di più: i due ruoli non possono stare insieme semplicemente perchè sono distinti, debbono essere distinti. Sono compiti che "ontologicamente" devono essere separati, perchè i loro scopi, i loro perimetri sono diversi ed è bene che continuino ad essere diversi e distinti. Da una parte abbiamo un 'partito', cioè 'una parte', opposto al 'tutto' che invece è rappresentato dall'istutzione 'capo del governo', in cui tutti i cittadini devono potersi riconoscere, di cui devono potersi fidare. E' naturale che si potrà condividere o meno quello che un capo del governo fa, ma "l'istituzione" capo del governo è la stessa per tutti, non appartiene ad una 'parte'.
Ora aspettiamo solo gli eventi, vediamo se Renzi riuscirà a cedere uno dei suoi due ruoli, non perchè ha perso le elezioni, ma perchè è sbagliato che li concentri entrambe nelle sue mani. Magari imitato da qualcuno dei suoi vicesegretari (si, Serracchiani, parliamo di lei) e anche da altri, che nella sconfitta alle elezioni potrebbero trovare un pretesto per farlo. Vero Salvini?
 

lunedì 26 maggio 2014

Risultati Europee 2014: a dispetto del mandato

Eccoci qui ad informarvi sui risultati delle elezioni europee di ieri, 25 maggio 2014.
Non ci occuperemo qui di percentuali o di flussi di voto, ma semplicemente vogliamo vedere, dopo l'analisi dei candidati con altri incarichi pubblicata nelle settimaane scorse, come siano andate a finire le cose.

Analizziamo i risultati per partito.

PD: ottiene in totale 31 seggi (9 al Nord-Ovest, 6 al Nord-Est, 7 al Centro, 6 al Sud e 3 nelle Isole).
Ecco la situazione:
9 erano già deputati europei nella precedente legislatura
7 deputati al parlamento italiano (Mosca, Moretti, Kyenge, Bonafè, Picierno, Paolucci, Gasbarra)
1 senatore (De Monte)
2 sono assessori regionali (Briano - Liguria, Gentile - Puglia)
3 sono consiglieri regionali (Caputo, Danti, Bresso)
Tutti questi, dovranno scegliere tra la posizione già occupata ed il nuovo seggio europeo, quindi bisognerà attendere per vedere quale sarà la loro scelta e gli effetti che questa avrà su ripescaggi e sostituzioni.
2 hanno incarichi di partito (Schlein, Bettini)
7, infine, non risultano avere incarichi pregressi.

M5S: ottiene 17 seggi (4 nord-ovest, 3 nord-est, 3 centro, 5 sud, 2 isole) e come avevamo visto, nessuno di loro risulta avere altri incarichi precedenti

FI: conquista in totale 13 seggi (3 nord-ovest, 2 nord-est, 2 centro, 4 sud, 2 isole). Questa la situazione:
5 deputati europei uscenti
2 deputati (Fitto, Cicu)
1 senatore (Mussolini)
3 assessori regionali (Martuscello, Cirio, Pogliese)
1 consigliere regionale (Sernagiotto)
1 con incarichi di partito (Toti)

NCD-UDC: 3 seggi (uno nord-est, uno al sud, uno isole). Incarichi:
1 deputato europeo uscente
1 deputato (Cesa, anche segretario nazionale UDC)
1 deputato con incarichi di governo (Ministro Lupi)

Lega Nord: 5 seggi conquistati (2 nord-ovest, 2 nord-est, 1 centro). Incarichi:
1 deputato uscente ed anche segretario di partito (Salvini, eletto 3 volte)
1 deputato (Buonanno)
1 sindaco (Tosi - Verona)

Lista Tsipras: ottiene 3 seggi (1 nord-ovest, 1 al centro, 1 al sud). Nessun doppio incarico, ma una candidatura multipla: Spinelli è eletta in due circoscrizioni

SVP: nel loro piccolo, 1 seggio è un successo, anche se per loro le regole erano diverse (non valeva lo sbarramento al 4%). L'eletto risulta Herbert Dorfman, Eurodeputato uscente.

In sintesi, quindi:
17 deputati europei uscenti
1 ministro
12 deputati
2 senatori
9 assessori o consiglieri regionali
1 sindaco
5 con incarichi di partito
3 elezioni multiple
21 senza incarichi precedenti


Non ci resta a questo punto che vedere per quale incarico opteranno i "doppio-giochisti", se tradiranno la precedente elezione oppure quest'ultima per l'Europa. In ogni caso, i cittadini che li hanno scelti, in un caso o nell'altro, vedranno la loro scelta rifiutata.
Naturalmente, tutti esultano per la vittoria, vera o presunta, e nessuno si cura di dettagli come il rispetto del mandato.
Ma noi non ci stancheremo di segnalarvi, quanto più precisamentne e puntualmente possibile, tutte queste pratiche di politica malata, certi che prima o pi anche questi aspetti diventeranno rilevanti, nella scelta di chi ci rappresenta nelle istituzioni.


sabato 17 maggio 2014

Io non voto doppio

Ad una settimana dal voto europeo, ancora qualche considerazione sulla nostra campagna #iononvotodoppio .
Come si vede dal video linkato qui a fianco, No Doppio Incarico e l'analisi dei candidati europei sono stati citati dalla trasmissione GLOB, di Enrico Bertolino, convogliando su questo blog quasi un migliaio di visitatori in poche ore.
Ci sono state parecchie adesioni che hanno rilanciato l'hashtag #iononvotodoppio e alcuni commenti ai post precedenti.
Non sappiamo poi quanti effettivamente non voteranno i cattivi esempi che abbiamo segnalato con il nostro studio, ma di certo almeno si è cominciato a parlare del problema, fino in televisione, fino su RAI 3. E questo non è poco.

Vogliamo aggiungere a quanto già scritto nei post qui sotto, qualche analisi aggiuntiva, proprio per sottolineare, in un quadro di generale incuranza di buone pratiche di politica sana, comportamenti che si distinguono, in un senso o nell'altro. Premettiamo che il quadro dettagliato è stato aggiornato con alcune segnalazioni e aggiunte dei nostri lettori, tutte opportunamente verificate.

Tutti i partiti più importanti hanno presentato 73 candidati, divisi in 5 circoscrizioni. Ma non tutti i partiti si sono comportati esattamente nello stesso modo.
Volendo stilare una "classifica del malcostume", abbiamo assegnato un punteggio ad ogni "mandato non rispettato", in base alla sua "gravità":

  • 5 punti per ruoli di Governo
  • 4 punti per deputati e senatori
  • 3 punti per ruoli nelle regioni (consiglieri, assessori)
  • 2 punti per ruoli nelle province e nei comuni (sindaci, consiglieri, assessori)
  • 1 punto per ruoli nel partito stesso e per le candidature ripetute.
I primi tre livelli di gravità rappresentano ruoli incompatibili per legge con il seggio europeo, mentre per i sindaci l'incompatibilità dipende dalla dimensione del comune. Per l'ultimo livelli non esiste incompatibilità o divieto per legge, ma sono, come detto, comportamenti comunque esecrabili e dannosi nei confronti di una politica virtuosa. 

Ne viene fuori questo quadro:

  • al primo posto NCD, con 107 punti
  • al secondo posto il PD, con 80 punti
  • al terzo posto la Lega Nord, con 59 punti
  • seguono Forza Italia con 47 e IDV con 42. 
  • Poi Scelta Europea e Fratelli d'Italia, parimerito a 34 punti.

Seguono gli altri, a scendere, fino al punteggio più basso di questa classifica del malcostume: il Movimento 5 Stelle con 0 punti!

Volendo invece fare una classifica "per candidato", la Palma d'oro va al Ministro, Senatore e Segretario Nazionale di Scelta Civica, Stefania Giannini, che, non paga della fatica richiesta per svolgere tutti gli impegni già assunti, ha pensato bene anche di candidarsi per l'Europa: fortunatamente la legge la obbligherà a rinunciare a qualcosa, salvandola da un esaurimento nervoso assicurato, per il super lavoro.
Vi chiediamo di continuare a segnalarci la vostra adesione alla campagna #iononvotodoppio lasciando un commento qui sotto e twittando #iononvotodoppio.


domenica 27 ottobre 2013

Prendiamo il PD, per esempio ...

Sono giorni di grande attività e agitazione, questi, nel panorama della politica italiana: partiti vecchi rispolverati e presentati come nuovi, partiti nuovi che si frantumano come i vecchi, partiti vecchi e nuovi che si reinventano, come sempre.
Nessuno, pero', cerca veramente di capire quale sia il problema principe, la ragione prima per cui la partitocrazia italiana rimane, nonostante le apparenze, sempre uguale a se stessa: la mancanza di una legge che regoli i partiti, che dica cosa si può e cosa non si può fare. Di conseguenza, vecchi vizi vengono perpetuati anche dai nuovi partiti, nonostante cambino nome o ridipingano la facciata.
Vi raccontiamo oggi un esempio che è sotto gli occhi di tutti, preso dagli avvenimenti politici di questi giorni: le votazioni per il segretario provinciale milanese del PD, anche per aggiornare quanto scritto nel post qui sotto, datato ormai alcune settimane fa.
Ma veniamo ai fatti. Le regole sono chiare: 4 candidati su 13 collegi, si elegge il segretario provinciale ed una assemblea che sarà fatta di 150 persone (???). Ogni candidato presenta in ogni collegio una lista bloccata di 12 persone, da cui saranno poi scelti gli eletti all'assemblea.
Ora, si tratta di un'operazione tutta interna al PD, infatti possono votare solo gli iscritti. La buona Politica che noi auspichiamo richiede che chi ha responsabilità istituzionali, si astenga dal ricoprire ruoli di rilievo all'interno del partito e viceversa. Il principio dovrebbe essere noto, ne abbiamo già scritto in precedenti post, che potete trovare più in basso.
Abbiamo voluto dare un'occhiata, giusto per vedere la situazione, senza approfondire molto, vista anche la quantità enorme di candidati (4 + 624). Percio' abbiamo considerato solo i capilista di ogni collegio per ogni candidato, in totale 52 persone, più i 4 possibili segretari.
I risultati non sono molto confortanti, come del resto ci aspettavamo, già ad iniziare dai magnifici 4: un consigliere regionale, un consigliere comunale di Milano (ed anche presidente di commissione), un consigliere comunale di Opera (MI). L'ultimo è solo il primo dei non eletti in Regione, quindi probabile consigliere, in caso di rinuncia di qualcuno prima di lui.
Tra i 52 capilista (che molto verosimilmente entreranno tutti a far parte dell'assemblea provinciale) la situazione non è migliore. Abbiamo trovato 4 tra Deputati e Senatori, 5 sindaci, 3 assessori comunali, 2 consiglieri regionali, 1 consigliere provinciale e ben 17 tra consiglieri comunali e consiglieri di zona: totale 32 su un totale di 52, pari al 61%.
Come si vede, il malcostume di scegliere i quadri del partito tra gli eletti alle istituzioni dilaga ormai come una epidemia, anche tra chi a parole dichiara di voler cambiare questa Politica malata. A parole, appunto.

lunedì 23 settembre 2013

Il 'rispetto del mandato', questo sconosciuto

Riportiamo il contributo di Pino Polistena, come inserito nel gruppo Facebook "Il rispetto del mandato", perchè è un tema strettamente legato ai doppi incarichi ed alla conseguente qualità della Politica che auspichiamo.
Ogni commento è benvenuto.

"Vorrei sottolineare la difficoltà culturale della nostra proposta (il rispetto del mandato), il fatto cioè che nonostante la dimostrazione delle conseguenze di tale pratica, non entra nella cultura della gente e dei partiti e lo vorrei fare non in maniera astratta, ma con un esempio concreto.
Il PD deve scegliere il suo segretario provinciale (Milano): volete sapere chi sono i nominativi? eccoli!

Alessandro Alfieri - Capogruppo PD in regione

Roberto Cornelli - Sindaco di Cormano
Carlo Monguzzi - ex verde 15 anni in regione e consigliere comunale a Milano

Come si vede, la grande partecipazione civile nel PD riesce a sfornare solo persone che hanno incarichi istituzionali e quindi un altro mandato rispetto a quello per cui "corrono". Che al PD il rispetto del mandato non interessi nulla lo sappiamo da sempre e specialmente dal caso Renzi, il sindaco di Firenze che non è mai a Firenze. E siccome il "disgraziato successo" interessa sempre il nostro paese, può essere che avremo Renzi come presidente. Il PD sarà contento di "asfaltare" gli avversari, il Paese dovrà prepararsi a gravissime crisi nel periodo medio-lungo.


Come vedete tra una destra becera e una simile sinistra non ci sono le condizioni per svolgere una normale dialettica politica.
Pino Polistena