Lo scopo di questo blog


Fare bene due cose contemporaneamente, è difficile. In Politica, ancora di più.
Chi è stato eletto ad una carica, non deve ricoprirne altre, ma portare a termine la prima nel modo migliore.
Questo Blog è nato per segnalare tutti quei casi di politici italiani che ricoprono doppi incarichi (elettivi o di nomina politica), o che abbandonano la posizione per cui sono stati eletti per candidarsi ad un'altra (Rispetto del Mandato), o che si candidano contemporaneamente a piu' cariche, per scegliere la piu' conveniente.
Per ciascuno di questi politici cerchiamo di fornire tutti i riferirmenti ed i contatti, invitandovi a scrivergli per convincerli a comportarsi correttamente verso i propri elettori, anche se la legge, a volte, non lo impone.
In sezioni dedicate del Blog vi daremo tutti gli aggiornamenti e le risposte dei politici interpellati.
Partecipate! fate sentire la vostra voce!
Visualizzazione post con etichetta doppio incarico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta doppio incarico. Mostra tutti i post

mercoledì 15 maggio 2019

Europee 2019: Doppi incarichi - Le pagelle

Eccoci infine a dare le pagelle, come abbiamo fatto alla precedente tornata elettorale europea nel 2014, in base all'uso di pratiche patologiche come i doppi incarichi e le multicandidature.

Il gioco considete nell'assegnare un punteggio a ciascuna anomalia, in base alla sua gravità, ed a calcolare lo "score" di ciascuno dei partiti analizzati, per vedere come si collocano in questa speciale classifica della "maleducazione elettorale", in cui "vince chi fa meno".

I punteggi assegnati sono i seguenti:

  • Membri del Governo, Senatori, Deputati: 5 punti
  • Consiglieri e Assessori Regionali: 4 punti
  • Consiglieri e Assessori Provinciali e di Città Metropolitane: 3 punti
  • Sindaci (senza distinzione della dimensione della città amministrata): 2 punti
  • Assessori e Consiglieri Comunali: 1 punto
  • Multicandidature (per ogni candidatura oltre la prima): 1 punto

Ed ecco la classifica individuale, tenuto conto di tutti gli incarichi per ciascun candidato:

  1. Matteo Salvini (Lega): 70 punti
  2. Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia): 50 punti
  3. Silvja Manzi e Marco De Andreis (+Europa): 20 punti
  4. Silvio Berlusconi (Forza Italia): 12 punti
  5. Daniela Ruffino (Forza Italia): 6 punti

a seguire tutta la schiera di Deputati e Senatori con 5 punti (li trovate nei post precedenti), mentre, la classifica a squadre risulta essere:

  1. Al primo posto, ex equo, Lega e Fratelli d'Italia, con 108 punti
  2. Al secondo posto ancora una coppia: Forza Italia e +Europa, con 72 punti
  3. Seguono: il PD con 36 punti, La Sinistra con 12 punti, i Verdi con 8 punti e SVP (SudTiroler Volks Partei) con 1 punto.

Il M5S rimane al palo con 0 punti, ripetendo il risultato di 5 anni fa e, visto che vince chi fa meno, aggiudicandosi nuovamente il titolo di vincitore di questa speciale gara di correttezza elettorale.

Una interessante ulteriore graduatoria si può fare considerando invece il grado di assiduità all'incarico politico, cioè il numero di candidati che, terminato proprio in queste settimane il loro precedente ruolo elettivo, si ripresentano per un nuovo mandato. Aggiungiamo in questa speciale classifica del "professionismo politico", anche i parlamentari europei uscenti che si ripresentano candidati per un altro mandato uguale.
Nessun problema quindi di interruzione del mandato, giunto ormai a conclusione, nè sovrapposizioni di incarichi, compatibili o meno; semplicemente un sintomo di quell'attaccamento alla poltrona che spinge molti politici a rimanere in corsa per altri successivi incarichi, incapaci forse di ritornare alla vita normale di semplici cittadini.
Ebbene, qui il M5S guadagna, forse inaspettatamente, la prima posizione: 12 parlamentari europei uscenti, tutti ricandidati (100%), più 9 con incarichi diversi conclusi a giugno 2019.
Anche Forza Italia ricandida tutti (10 su 10, 100%), più 4 provenienti da altri ruoli appena conclusi;
Altri hanno percentuali di ricandidatura al 100%, ma con numeri molto inferiori:
Fratelli d'Italia: 3 su 3, più 3 con incarichi diversi;
La Sinistra, +Europa e Verdi: 1 su 1, più 2, 3 e 1, rispettivamente;
Segue il PD, con 17 ricandidati su 29 uscenti (59%), più 4.
La Lega, infine, ricandida 3 su 6 (50%), più altri 6.

In totale, 48 dei 73 parlamentari europei uscenti si ripresentano (66%), facendoci capire che forse in Europa non si sta poi così male.


Europee 2019: Doppi incarichi - Incompatibilità

A questo punto non ci resta che sintetizzare un po' i dati pubblicati nei post precedenti, per dare l'idea di quanto sia grave la situazione per la nostra classe politica.

Candidati con un doppio incarico incompatibile con l'elezione al Parlamento europeo:

Senatori: 
Candidati già Senatori nell'attuale legislatura

Deputati:
Candidati già Deputati nell'attuale Legislatura

Consiglieri Regionali:
Candidati con altro incarico in Regione
Nota di aggiornamento: Massimiliano Smeriglio (PD)si è dimesso dal ruolo di Vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio in concomitanza con la sua candidtura alle europee.

Sindaci di comuni con più di 20,000 abitanti:
Candidati Sindaci in Comuni con più di 20,000 abitanti
Per tutti questi, se eletti, scatterà il vincolo di incompatibilità, perciò dovranno rinunciare all'incarico attuale, oppure rinunceranno all'elezione al Parlamento europeo.
Poichè per molti la rinuncia all'incarico attuale ci sembra veramente improbabile (Salvini, Meloni, ...), pensiamo che la preferenza data a queste persone sia veramente sprecata.
Riusciamo a dare un segnale di novità alle prossime elezioni europee? #lasciaacasachiraddoppia

lunedì 13 maggio 2019

Europee 2019: Doppi incarichi - Italia Insulare

Ed eccoci infine all'ultima Circoscrizione, l'Italia Insulare.
La percentuale di doppi incarichi, nei partiti maggiori, torna a salire, arrivando a 16%: 10 candidati su 64. I dettagli si possono consultare nella tabella che segue.

I doppi incarichi tra i candidati delle Isole

Ma anche se con numeri più ridotti, le Isole non si fanno mancare nulla: 1 Ministro (che è anche Senatore, il solito), 2 Senatori, 2 Deputati (fin qui tutti incarichi incompatibili con il ruolo di Deputato Europeo), 3 Sindaci e 2 Consiglieri Comunali.
Da notare poi che non ci sono candidati con incarichi che cesseranno nel 2019.

Come per le precedenti Circoscrizioni, l'invito è quello di non dare la preferenza ai condidati che ricoprono già un incarico elettivo, per dare loro un segnale di discontinuità rispetto a questa forma patologica della politica dei nostri giorni.

Se aderite alla nostra campagna #lasciaacasachiraddoppia, inviate un tweet (usando questo link) per comunicarlo a tutti.


PS: tutti i nominativi dei candidati e le liste di tutti gli aministratori eletti italiani (dai comuni al parlamento) sono disponibili e sono stati ricavati dal sito del Ministero degli Interni, agli indirizzi rispettivamente: https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/europee2019 e https://dait.interno.gov.it/elezioni/anagrafe-amministratori. Confronti ed estrazioni sono stati fatti con metodi di calcolo automatico, perciò eventuali imprecisioni sono assolutamente involontarie e ce ne scusiamo fin da ora. Nel caso vi preghiamo di segnalarle con un commento al post o con una mail a nodoppioincarico@gmail.com 

Europee 2019: Doppi incarichi - Italia Meridionale

Siamo alla penultima circoscrizione, quella dell'Italia meridionale. Nella tabella sottostante vediamo chi sono i candidati, nei principali partiti, con uno o più incarichi di origine elettiva.
La situazione complessiva è leggermente migliore rispetto alle altre Circoscrizioni analizzate: la percentuale di candidati con altri incarichi arriva al 13%, cioè 19 su 144 candidati analizzati.

I doppi incarichi tra i candidati nell'Italia Meridionale

Quanto a varietà, siamo però in linea con i precedenti risultati: 1 Ministro (che è anche Senatore), 2 Deputati, 4 Consiglieri Regionali (ruoli fin qui incompatibili con quello di parlamentare europeo), 3 Sindaci, 1 Assessore comunale, 8 consiglieri comunali.
Tra questi, ben 5 hanno anche un ulteriore incarico, che in caso di elezione risulterà essere il terzo. In aggiunta a questi 19, c'è un  altro candidato con un incarico che terminerà a giugno 2019.
Anche per gli elettori del Sud Italia, quindi, rinnoviamo l'invito a non dare la preferenza ai candidati con altri ruoli istituzionali, aderendo alla nostra campagna #lasciaacasachiraddoppia e twittando a questo link: twitta #lasciaacasachiraddoppia.


PS: tutti i nominativi dei candidati e le liste di tutti gli aministratori eletti italiani (dai comuni al parlamento) sono disponibili e sono stati ricavati dal sito del Ministero degli Interni, agli indirizzi rispettivamente: https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/europee2019 e https://dait.interno.gov.it/elezioni/anagrafe-amministratori. Confronti ed estrazioni sono stati fatti con metodi di calcolo automatico, perciò eventuali imprecisioni sono assolutamente involontarie e ce ne scusiamo fin da ora. Nel caso vi preghiamo di segnalarle con un commento al post o con una mail a nodoppioincarico@gmail.com 

mercoledì 8 maggio 2019

Europee 2019: Doppi incarichi - Centro Italia

Eccoci ora con la situazione relativa ai doppi incarichi dei candidati dei maggiori partiti nella Circoscrizione Italia Centrale.
La situazione generale peggiora ancora un po' rispetto al nord, arrivando ad una percentuale di 'doppio giochisti' del 21%, rispetto al 20% del Nord Est e del 17% del Nord Ovest.
Sono infatti 25 i candidati con doppio (o anche triplo) incarico su un totale di 120 analizzati.
Nella tabella qui sotto potete vedere i dettagli, con nome, partito di appartenenza, incarico già ricoperto e anno di scadenza del mandato attuale.
I doppi incarichi tra i candidati del Centro Italia

Come si vede, la varietà è massima, come sempre: 1 Ministro (che è anche Senatore), 1 altro Senatore, 3 Deputati, 4 Consiglieri regionali (di cui 1 è anche vicepresidente di Regione) (fin qui, tutti ruoli incompatibili con l'elezione al Parlamento Europeo), 6 Sindaci, 1 Vicesindaco, 9 Consiglieri comunali. Solo 2 tra questi (un Deputato ed un Sindaco) ricoprono anche un altro incarico, che sarà il terzo nel caso di elezione.
I candidati con incarichi che cesseranno a Giugno 2019 (e quindi non inseriti nella tabella qui sopra) sono 8 (un altro Sindaco, un Vicesindaco e 6 consiglieri comunali).

Come per le altre Circoscrizioni, aderite alla campagna #lasciaacasachiraddoppia, evitando di dare la preferenza ai doppio-giochisti e informandoci via twitter a questo link: twitta #lasciaacasachiraddoppia.


PS: tutti i nominativi dei candidati e le liste di tutti gli aministratori eletti italiani (dai comuni al parlamento) sono disponibili e sono stati ricavati dal sito del Ministero degli Interni, agli indirizzi rispettivamente: https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/europee2019 e https://dait.interno.gov.it/elezioni/anagrafe-amministratori. Confronti ed estrazioni sono stati fatti con metodi di calcolo automatico, perciò eventuali imprecisioni sono assolutamente involontarie e ce ne scusiamo fin da ora. Nel caso vi preghiamo di segnalarle con un commento al post o con una mail a nodoppioincarico@gmail.com 

Europee 2019: Doppi incarichi - Nord Est

Proseguiamo con la lista dei candidati 'doppio-giochisti' che si presentano, nei maggiori partiti, nella circoscrizione Nord Est.
Tolti quelli che hanno al momento un mandato che scadrà il mese prossimo, rimangono un totale di 25 candidati che già ricoprono un ruolo elettivo che durerà almeno fino al prossimo anno.
Si tratta di una percentuale del 20%, tra i candidati analizzati (126), superiore di 3 punti percentuali rispetto al Nord Ovest.
Nella tabella che segue, si possono vedere i nomi, il partito di appartenenza, l'incarico (o gli incarichi) già assunto e l'anno di scadenza prevista.

I doppi incarichi tra i candidati nel Nord Est 

Anche in questa circoscrizione, gli incarichi sono di tutti i possibili livelli: 1 Ministro (ed anche Senatore), altri 2 Senatori, 2 Deputati, 3 Consiglieri regionali (fin qui, tutti ruoli incompatibili con l'elezione al Parlamento Europeo), 3 Sindaci, 3 Vicesindaci, 3 Assessori comunali, 8 Consiglieri comunali. Tra questi 25 candidati che hanno già almeno un incarico, 4 ne hanno uno aggiuntivo, che diventerebbe il terzo nel caso di elezione.
Come nel Nord Ovest, poi, ci sono altri 12 candidati con incarichi che cesseranno nel prossimo mese di giugno, garantendosi quindi piena continuità nelle istituzioni, se eletti.
Anche per gli elettori del Nord Est, quindi, rinnoviamo l'invito a non dare la preferenza ai condidati con altri ruoli istituzionali, aderendo alla nostra campagna #lasciaacasachiraddoppia e twittando a questo link: twitta #lasciaacasachiraddoppia



PS: tutti i nominativi dei candidati e le liste di tutti gli aministratori eletti italiani (dai comuni al parlamento) sono disponibili e sono stati ricavati dal sito del Ministero degli Interni, agli indirizzi rispettivamente: https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/europee2019 e https://dait.interno.gov.it/elezioni/anagrafe-amministratori. Confronti ed estrazioni sono stati fatti con metodi di calcolo automatico, perciò eventuali imprecisioni sono assolutamente involontarie e ce ne scusiamo fin da ora. Nel caso vi preghiamo di segnalarle con un commento al post o con una mail a nodoppioincarico@gmail.com 

martedì 7 maggio 2019

Europee 2019: Doppi incarichi - Nord Ovest

Come promesso, pubblichiamo la nostra analisi sugli incarichi già ricoperti dai candidati alle prossime Elezioni Europee del 26 Maggio.
L'invito è quello di non dare la preferenza ai condidati che ricoprono già un incarico elettivo, per dare loro un segnale di discontinuità rispetto a questa forma patologica della politica dei nostri giorni.
Se aderite alla nostra campagna #lasciaacasachiraddoppia, inviate un tweet (usando questo link) per comunicarlo a tutti.
Iniziamo quindi con i candidati nelle liste dei maggiori partiti nel Nord Ovest.
Nella tabella qui sotto sono elencati tutti i candidati cha abbiamo individuato essere già titolari di un altro incarico. Potete quindi vedere il partito di apprtenenza, l'incarico già ricoperto e l'anno in cui scadrebbe tale incarico.

I doppi incarichi tra i candidati nel Nord Ovest

L'eventuale elezione al Parlamento Europeo è in alcuni casi incompatibile con l'incarico già ricoperto, perciò il candidato dovrà scegliere per uno o per l'altro dei due ruoli. Non può infatti entrare nel Parlamento Europeo chi è già Deputato, Senatore, Ministro o Consigliere Regionale. In tutti questi casi, l'eletto dovrà tradire la fiducia di chi l'ha votato, allora o adesso, interrompendo anzitempo uno dei due mandati. Meglio sarebbe, per questi casi, se la legge prescrivesse l'incandidabilità e non solo l'incompatibilità, come ora.
Come si vede in tabella, ben 27 candidati (sui 160 totali analizzati) hanno già un incarico che non finirà prima del prossimo anno.
Gli incarichi sono di tutti i tipi: abbiamo 1 Ministro (che è anche Senatore), 4 Deputati, 3 Consiglieri Regionali, 1 Assessore Regionale (fin qui, tutti ruoli incompatibili con l'elezione al Parlamento Europeo), 3 Sindaci, 2 Vicesindaci, 3 Assessori comunali ed una schiera di ben 10 Consiglieri comunali (più altri 6 già contati sopra, che quindi fanno i consiglieri comunali come terzo incarico).
Oltre a tutti questi, ci sono altri 10 candidati, non elencati nella tabella qui sopra, che ricoprono incarichi elettivi che sono a scadenza nel mese di Giugno 2019: formalmente non concorrono per un doppio incarico, nè interrompono anzitempo il mandato, ma mostrano come il "professionismo" della politica si concretizza nel mondo reale, passando da un ruolo all'altro in piena continuità.


PS: tutti i nominativi dei candidati e le liste di tutti gli aministratori eletti italiani (dai comuni al parlamento) sono disponibili e sono stati ricavati dal sito del Ministero degli Interni, agli indirizzi rispettivamente: https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/europee2019 e https://dait.interno.gov.it/elezioni/anagrafe-amministratori. Confronti ed estrazioni sono stati fatti con metodi di calcolo automatico, perciò eventuali imprecisioni sono assolutamente involontarie e ce ne scusiamo fin da ora. Nel caso vi preghiamo di segnalarle con un commento al post o con una mail a nodoppioincarico@gmail.com 

domenica 14 aprile 2019

Europee 2019: #lasciaacasachiraddoppia


A pochi giorni dalla scadenza per la presentazione dei candidati alle prossime elezioni europee del 26 maggio (il termine per la presentazione scade mercoledi 17 aprile), la nostra redazione si sta preparando alla consueta analisi delle liste che i partiti stanno presentando, a caccia di doppi incarichi e di chi non rispetta il mandato.
Come nel 2014, infatti, presenteremo su questo sito le statistiche di tutti i partiti maggiori, per le 5 circoscrizioni italiane, segnalandovi:

  • i candidati che già ricoprono un altro mandato elettivo (a volte incompatibile con l'elezione in Europa)
  • i candidati che si presentano in più circoscrizioni (multicandidature)

Anche per questa tornata elettorale siete invitati a "lasciare a casa chi raddoppia": la politica deve capire che il mandato già ricevuto dagli elettori va rispettato. Chi non si comporta così, non merita di essere eletto. Abbiamo l'arma della preferenza, usiamola bene.

Nel frattempo, studiando le regole burocratiche che governano il processo elettorale, si ritrovano meccanismi inventati per scoraggiare l'innovazione, cioè la presentazione di nuovi soggetti politici. Così si scopre che i partiti già presenti nel Parlamento italiano, o in quello europeo, oppure il cui simbolo è aggregato ad altri simboli di cui almeno uno è nelle condizioni appena descritte (già presente), ebbene tale partito è esentato dalla raccolta di firme per la presentazione di liste.
Chi invece si presenta per la prima volta, deve raccogliere 30,000 firme per ciascuna circoscrizione, di cui almeno 3,000 in ciascuna delle regioni che la compongono. Significa che per presentare liste in tutta Italia, servono almeno 150,000 firme, naturalmente raccolte davanti ad un notaio, o un segretario comunale, o comunque una persona autorizzata alla funzione. Da notare che per proporre una legge di iniziativa popolare al Parlamento, bastano 50,000 firme.
E' evidente quindi come la politica, quella con la "p" minuscola, faccia di tutto per difendere se stessa dagli attacchi esterni, dalle minacce dei non addetti ai lavori. Si sa, troppo rischioso abbassare i muri, potrebbe entrare chiunque.

Appuntamento allora tra pochi giorni, per la prima puntata di #lasciaacasachiraddoppia

mercoledì 10 aprile 2019

Se la volpe diventa il guardiano del pollaio ...

Più volte abbiamo mostrato come i casi reali della politica, privi di una regolamentazione per legge, conducono a situazioni assurde, al limite del paradosso.
Ne abbiamo un caso concreto proprio in questi mesi, in cui la più totale assenza di ogni regola scritta, e direi anche di un po' di pudore, ci regala esempi di incarichi multipli sulle spalle di un'unica persona, con conseguente commistione di ruoli e confusione istituzionale. E ogni volta la politica ne esce più squalificata, preda di prepotenti e arrivisti di ogni sorta.
Stiamo parlando di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che ricoprono, per quanto ne sappiamo, almeno quattro importanti incarichi a testa.
Entrambe, infatti sono contemporaneamente:

  • membri del Parlamento (senatore il primo, deputato il secondo)
  • Vice Primi Ministri, cioè mano destra e sinistra di Conte
  • Ministri (degli Interni e dello Sviluppo Economico rispettivamente)
  • Segretari Politici, cioè numeri uno, dei loro rispettivi partiti.

E' nella nostra esperienza quotidiana non capire in quale veste ciascuno di loro parla, nelle innumerevoli comparsate che ci vengono propinate ogni giorno dai media, che siano di stato, privati o social.
Ogni volta che uno dei due apre bocca, dobbiamo cercare di capire se lo sta facendo come Ministro, come vice presidente di Conte, oppure come capo del proprio partito. Ma chi non è del loro partito, perciò, potrebbe anche non dargli retta, mentre come cittadino dovrebbe ascoltare il proprio ministro degli interni, o dello sviluppo economico. Si potrebbe concludere che dipende dal contenuto: se Di Maio parla di Lavoro, è facile, è il suo compito, ma se parla di vaccini? E' un tema di Sanità, naturalmente, perciò fuori dal suo perimetro, ma può farlo come vice di Conte, capo del governo e quindi con la supervisione su tutte le materie, oppure come capo dei 5 stelle, che di vaccini se ne intendono.
Insomma, vedete che la confusione è forte, per non parlare del disagio che ci coglie quando dobbiamo subire i comizi dei capi partito che non ci vanno a genio, per di più travestiti da ministro.

Ma ci sono casi, addirittura, in cui lo stesso rispetto della legge è messo a repentaglio, senza poter invocare qualcuno "super partes" che sia in grado di farla rispettare.
Come sappiamo, il Ministro dell'interno è la massima autorità che deve vigilare e garantire il corretto svolgimento delle elezioni, di qualunque livello siano. Ma se è proprio tale Ministro, con il cappello da segretario leghista, a violare la legge, rompendo il silenzio elettorale con messaggini che incitano al voto per la sua 'parte', a chi ci possiamo rivolgere? può il ministro Salvini punire il segretario Salvini? o magari il segretario Salvini si concede questi piccoli abusi, tanto sa che il ministro Salvini non lo condannerà mai?
Se la volpe diventa guardiano del pollaio, quante galline troveremo la mattina dopo?

mercoledì 27 febbraio 2019

Doppio incarico ... all'isolana

Da un po' manchiamo con le nostre pubblicazioni di denuncia dei comportamenti patologici da parte della politica attuale, ma non per questo abbiamo smesso di seguire con attenzione gli avvenimenti degli ultimi tempi, che continuano a fornirci spunti innumerevoli e sempre nuovi alla nostra ricerca di "doppi incarichi" e simili.
Volendo quindi riprendere pubblicamente il nostro lavoro di diffusione di queste pratiche anomale e pericolose, ripartiamo dalle ultime elezioni sarde, appena concluse.

Non ci interessano qui i risultati elettorali dei singoli partiti, che lasciamo commentare ad altri. Vogliamo invece puntare l'attenzione sui candidati presentati da ciascuno di loro, esaminandone provenienza e currriculum.

Cominciamo dal vincitore, neo governatore della regione Sardegna: Christian Solinas, presentato dalla coalizione di centro destra, è un senatore della XVIII Legislatura, eletto il 4 marzo del 2018, nonchè il segretario del Partito Sardo d'Azione, coalizzato con il centro destra (sia per le ultime politiche, sia per queste regionali). Da notare che l'elezione a senatore ha comportato l'interruzione del precedente mandato di consigliere e assessore regionale, che avrebbe dovuto durare fino ad ora. Come si vede, un bel curriculum di doppi incarichi e mancato rispetto del mandato.

Al secondo posto, si è piazzato Massimo Zedda, attuale sindaco di Cagliari, carica che avrebbe dovuto concludersi nel 2021, sostenuto dalla coalizione del centro sinistra. Entro 60 giorni, Zedda dovrà prendere una decisione: rimanere sindaco, oppure dimettersi ed entrare a far parte del consiglio regionale. Se la scelta fosse quest'ultima, si dovrà tornare a votare, in anticipo di almeno un anno, anche per il comune di Cagliari. Giusto per considerare anche le conseguenze di questi comportamenti "doppiogiochisti" ...

Terzo qualificato: Francesco Desogus, per il M5S. Per lui, nessun incarico, nè interruzioni di mandato. Grazie anche al fatto che il M5S non era presente nel consiglio regionale uscente, nè ha mai avuto risultati molto positivi nelle altre elezioni locali. Fortunatamente, nessuno della larga schiera di deputati e senatori eletti a Marzo 2018 per il M5S si è presentato: forse per loro è ancora troppo presto, ma riteniamo che il tempo cambierà le cose e le abitudini anche per loro.

Niente da rilevare per gli altri quattro sfidanti, provenienti comunque da raggruppamenti di peso molto ridotto, quindi difficilmente coinvolti in altri incarichi pubblici.

In conclusione, è evidente, una volta di più, l'ormai consueto malcostume che porta a candidare personaggi già noti per precedenti incarichi, o comunque di comprovata fedeltà, sperimentata attraverso altri incarichi importanti. Per tutti questa è ormai una consuetudine, una pratica normale e nessuno pensa ai costi indotti da simili comportamenti: elezioni da anticipare, stipendi raddoppiati, nuove nomine da fare, con perdita di tempo e risorse. Insomma, per qualche chance di vittoria in più, si possono tranquillamente spendere soldi e tempo ... tanto mica pagano loro!

domenica 21 gennaio 2018

Nuove elezioni ... vecchie abitudini

Eccoci ancora di fronte ad una nuova tornata elettorale: il 4 marzo si vota per Camera e Senato nazionale, oltre che per due regioni: Lombardia e Lazio.
Tra qualche settimana saranno noti tutti i candidati e potremo fare qualche valutazione, diciamo così, istituzionale.
Come sanno i nostri fedeli lettori, a noi stanno molto a cuore alcuni principi di comportamento "formali", in ambito politico, che quasi sempre risultano disattesi dalla maggior parte dei candidati. E come più volte ricordato, l'espressione "formale" non ha il significato, riduttivo, di 'esteriore' o di 'convenzionale', quanto piuttosto attinente alla 'forma', politica nel nostro caso, e che prescinde dai 'contenuti', che sono spesso l'aspetto su cui tutti concentrano la propria attenzione.

Quindi, mentre i contenuti attengono sempre al presente, all'immediato, le forme hanno una diversa estensione temporale e non si occupano di problemi contingenti, ma piuttosto di metodi, di "contenitori". Anche se di non facile comprensione, il concetto di "forma" politica è estremamente importante ed alle sue istanze patologiche, purtroppo diffuse, sono da attribuire molti dei problemi strutturali che affliggono il nostro Paese.

In attesa quindi di una specifica analisi sui candidati che inizieremo appena possibile, cominciamo qui a richiamare alcuni esempi di "forme politiche" che riteniamo basilari per garantire la maturità della Democrazia ed il suo corretto funzionamento.

Rispetto del mandato: chi è eletto ad una carica istituzionale, deve completare quel compito prima di potersi ricandidare per una carica diversa. E' un principio di facile comprensione, e ancor più di facile realizzazione, perchè potrebbe essere messo in pratica da ciascuno senza bisogno di modifiche alle leggi esistenti o altre complicazioni. Invece continuiamo a vedere sindaci e consiglieri comunali candidati alla regione, assessori e consiglieri regionali che corrono per Camera o Senato, secondo il principio "Cavallo vincente non si cambia". Purtroppo le leggi vigenti regolano alcuni aspetti dell'eleggibilità, non la candidabilità.

Completa separazione tra potere esecutivo e potere legislativo: chi ha un ruolo esecutivo (un assessore, un ministro, il Presidente del Consiglio dei Ministri) non può avere contemporaneamente  un ruolo di tipo legislativo, cioè far parte di un consiglio eletto (comunale, regionale, Camera o Senato). La legge prevede l'incompatibilità dei ruoli, ma solo al livello più basso (comunale) e solo per i comuni con più di quindicimila abitanti. Perchè non estenderlo anche alla Camera dei Deputati ed al Senato? porterebbe senz'altro a maggiore stabilità dei governi, meno esposti a ricatti e cambi di maggioranza.

Separazione tra ruoli istituzionali e ruoli preminenti all'interno dei partiti: un partito è per definizione una "parte" e il suo leader rappresenta quindi idee e interessi specifici e parziali; I ruoli istituzionali, invece, riguardano la totalità dei cittadini: il Presidente del Consiglio dei Ministri è il Presidente di tutti, non solo di una parte. Perciò se il capo di un partito diventa presidente del Consiglio, sarà più difficile che tutti possano sentirsi debitamente rappresentati e considerati da chi non è vicino a quel partito. E quando un tale personaggio parlerà, non sarà mai completamente chiaro se lo fa come capo del partito o capo del governo. La commistione tra ruoli di parte e ruoli istituzionali è veramente invalsa in molti Paesi e da molto tempo, al punto che per molti cittadini è ormai assolutamente normale. Ma negli ultimi anni sta diventando sempre più diffusa e invasiva, proprio perchè diventa sempre più stretto l'abbraccio con cui i partiti si impossessano delle istituzioni, una volta giunti al potere (e a volte cercano di rimanervi introducendo modifiche legislative di dubbia costituzionalità).

Per ora ci fermiamo qui. La lontananza delle nostre istituzioni da questi principi è sotto gli occhi di tutti. E rattrista soprattutto vedere che anche partiti o movimenti, nati sull'onda della necessità di profondo rinnovamento (per dire rottamazione), si siano presto adeguati alle cattive abitudini preesistenti.
Noi però continuiamo a sperare che ogni tornata elettorale sia foriera di miglioramenti da questo punto di vista. Attendiamo di vedere come saranno i candidati ed i loro comportamenti questa volta e vi terremo sicuramente informati.

domenica 30 ottobre 2016

Doppio incarico? per noi è NO

La riforma costituzionale che saremo chiamati ad approvare o a respingere il prosssimo 4 dicembre, tocca molto da vicino i temi di cui questo blog si occupa: doppi incarichi ed altre simili amenità.
Come noto, il nuovo Senato figlio della riforma Renzi-Boschi, sarà composto, per il 95%, di "doppi incarichi".
Ecco il nuovo articolo 57 che ne definisce i componenti:

"Art. 57. – Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica.
I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a due; ciascuna delle Province autonome di Trento e di Bolzano ne ha due. [...]"

Perciò il nuovo Senato sarà composto di consiglieri regionali e sindaci, più 5 membri nominati dal Presidente della Repubblica tra personalità di spicco.

A questo punto, bisogna fare alcune osservazioni, per meglio capire cme funzionarà questo importante organo di rappresentanza degli enti locali:

  • la durata in carica, come senatore, coinciderà con quella dell'istituzione che li ha eletti o nominati: i Consigli regionali per i 74 consiglieri regionali, i consigli comunali per i 21 sindaci, il presidente della Repubblica per i 5 nominati (infatti, la durata del mandato per questi ultimi coincide con il settennato del Presidente);
  • non percepiranno uno stipendio, avranno però la diaria per rimborso spese (pari a quasi 4000 Euro per i Senatori attuali), forse un rimborso per segretari e assistenti (3600 Euro per i Senatori attuali);
  • avranno l'immunità come parlamentari, cioè non saranno perseguibili per reati collegati al ruolo svolto come Senatori;
  • i compiti del nuovo Senato non sono semplici, soprattutto in relazione agli impegni locali di tutti i componenti: infatti saranno tenuti a discutere e votare, dopo la Camera, leggi costituzionali, leggi elettorali, leggi riguardanti gli enti locali, i trattati internazionali, le funzioni di senatore (ineleggibilità, incompatibilità), e poi tutte queste: le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma (no, non ho preso la scorciatoia, è proprio scritto così in Costituzione) ... quindi è chiaro a tutti di cosa si occuparà il Senato!
Ecco perchè noi di "no doppio incarico" non siamo favorevoli a questa riforma: 
  • come faranno i senatori, già impegnati a fare il Sindaco o il Consigliere Regionale, a conciliare il lavoro locale con il lavoro da Senatore? tenuto conto anche di spostamenti, aerei, treni, ... 
  • il Senato, per svolgere molti dei suoi compiti, avrà delle scadenze precise: 5 giorni per una cosa, 10 giorni per un'altra, a volte questi tempi sono ridotti alla metà, insomma, un calendario stringente e assolutamente inconciliabile con riunioni ogni due settimane, con il fatto che spesso mancherà il numero legale, che non sarà possibile raggiungere le maggioranze richieste per semplici problemi di sovrapposizioni con impegni locali pressanti.
  • senza contare il tempo che verrà perso a livello locale, nei consigli comunali e regionali, paralizzati dal fatto che mancherà il Sindaco, mancherà la maggioranza, decisioni rimandate e così via. Insomma, un grande caos in cui sarà impossibile tenere sotto controllo costi e risultati.

Non possiamo quindi che esprimerci per il NO al referendum costituzionale, che produrrà solo inefficienza e aumento dei costi e renderà completamente inutile un Senato a mezzo servizio, un Senato ridotto a dopo-lavoro dei consigli regionali, utilizzato, come siamo ormai abituati a vedere, solo come medaglia da appendere al petto, come titolo onorifico per amministratori locali arrivisti e onnipresenti, o come premio di consolazione per ripagare da altre esclusioni più remunerative.
Insomma, uno strumento in più in mano alla CASTA per gestire premi ed equilibri dentro ai partiti.

sabato 8 ottobre 2016

9 ottobre: Democrazia 2.0

Chi sa cosa avviene domani, 9 ottobre 2016? nessuno?
Si vota per l'elezione dei consigli metropolitani in 5 importanti città italiane: Torino, Milano, Bologna, Roma, Napoli. Altre seguiranno nelle prossisme settimane, isole comprese.
Sapevate nulla? Tranquilli, tanto non siete voi a dover votare. Ci pensano Sindaci e Consiglieri comunali dei comuni appartenenti alle provincie coinvolte. Quindi potete tranquillamente andare al mare. O dove volete.
E' la seconda volta che si vota in questo modo in queste città, in maniera indiretta, cioè non sono i cittadini ad esprimersi, ma i loro rappresentanti, quelli eletti dai cittadini nei consigli comunali, sindaci inclusi. Così tutto sarà sotto controllo, tutto prevedibile. Anzi, fin da questa sera, cioè prima ancora del voto, si sa chi vincerà. Si, perchè ogni consiglio è fatto di partiti, i partiti si sono coalizzati in liste (fatte a loro volta di sindaci e consiglieri comunali), quindi si già quanti saranno i voti per ciascuna lista, basta contare i consiglieri comunali e sindaci appartenenti ai partiti coalizzati. Moltiplicati per il peso assegnato a ciascun comune.
Si, perchè i voti espressi da ciascun consigliere o sindaco, non sono tutti uguali - come peraltro richiederebbe la Costituzione, articolo 48 - troppo banale e semplice. I comuni di ciascuna provincia sono raggruppati in fasce, a seconda del numero di abitanti, i voti espressi in ciascuna fascia verranno divisi per un coefficiente opportunamente studiato, in modo che i voti del capoluogo contino molto più dei voti dei piccoli comuni lontani, tanto per non correre rischi eccessivi.
Tutto noto e previsto la sera prima delle elezioni.
Non ci scandalizziamo più per i doppi incarichi che gli eletti avranno, nel loro comune e nel consiglio metropolitano. Nemmeno ci scandalizziamo più del fatto che i cittadini non possano esprimere direttamente la loro scelta su chi deciderà del loro territorio, dei trasporti, delle strade, dei servizi pubblici, ...
Ci scandalizziamo solo del fatto che nessuno ne parli, che tutto passi in silenzo, che nessuno si indigni.
Tutto assopito, tutto attutito, tutto partiticamente digerito. E' cosi che va la Democrazia 2.0, quella che presto ci priverà di un'altra scelta e ci assicurerà altri doppi incarichi, nel caso la riforma Costituzionale cosiddetta "Renzi-Boschi" sia approvata dal popolo: vuoi tu non contare più nulla, vuoi delegare il tuo potere costituzionale ai partiti, vuoi rinunciare ad un'altro pezzo di quel "suffragio universale" così lungamente atteso e duramente conquistato? SI, lo voglio.
E vissero per sempre felici e contenti

lunedì 20 giugno 2016

Si torna a parlare di 'doppio incarico'

A meno di 24 ore dalla chiusura dei ballottaggi per il sindaco delle maggiori città italiane, ballottaggi che hanno decretato una sostanziale battuta di arresto per il PD renziano ed il trionfo del Movimento 5 Stelle (19 su 20 sfide vinte), si risente parlare di doppio incarico.
I commentatori politici sembrano tutti d'accordo sul fatto che Renzi non possa più continuare, dopo questa sonora anche se preannunciata sconfitta, a conservare il ruolo di Segretario del PD e di Presidente del Consiglio dei Ministri. C'è chi lo dice come diretta conseguenza della 'debacle' elettorale, chi per paura che un PD in difficoltà possa avere influssi negativi anche sul Governo. Chi semplicemente perchè "il doppio incarico non ha funzionato", come afferma Speranza, leader della minoranza PD.
Tutte queste ragioni possono anche avere una loro validità, ma quello che diciamo noi (ebbene si, noi "l'avevamo detto") è molto di più: i due ruoli non possono stare insieme semplicemente perchè sono distinti, debbono essere distinti. Sono compiti che "ontologicamente" devono essere separati, perchè i loro scopi, i loro perimetri sono diversi ed è bene che continuino ad essere diversi e distinti. Da una parte abbiamo un 'partito', cioè 'una parte', opposto al 'tutto' che invece è rappresentato dall'istutzione 'capo del governo', in cui tutti i cittadini devono potersi riconoscere, di cui devono potersi fidare. E' naturale che si potrà condividere o meno quello che un capo del governo fa, ma "l'istituzione" capo del governo è la stessa per tutti, non appartiene ad una 'parte'.
Ora aspettiamo solo gli eventi, vediamo se Renzi riuscirà a cedere uno dei suoi due ruoli, non perchè ha perso le elezioni, ma perchè è sbagliato che li concentri entrambe nelle sue mani. Magari imitato da qualcuno dei suoi vicesegretari (si, Serracchiani, parliamo di lei) e anche da altri, che nella sconfitta alle elezioni potrebbero trovare un pretesto per farlo. Vero Salvini?
 

sabato 7 febbraio 2015

Vincolo di Mandato? la proposta dirompente sarebbe un'altra

Due eminenti intellettuali del panorama politico italiano, statisti di prima grandezza, ci hanno nuovamente deliziato oggi con uno dei loro preferiti cavalli di battaglia: l'introduzione del vincolo di mandato per i parlamentari.
E' di questi giorni lo scioglimento di uno dei piccoli gruppi parlamentari formatisi dopo le elezioni del 2013: Scelta Civica. I suoi parlamentari (ultimi rimasti, molti se n'erano già andati nei mesi scorsi) sono in gran parte confluiti nel PD, facendo gridare allo scandalo Grillo e Salvini (i due intellettuali di cui sopra): questo cambio di casacca nasconde senz'altro un turpe mercimonio, uno scambio di favori che ha come unico scopo prolungare la vita del governo (e quindi la loro permanenza in Parlamento).
L'assurdità di tali motivazioni si commenta da sola e denota una totale assenza di intelligenza e visione politica. E' ovvio che in tali personaggi alberga solo il più banale populismo, che vorrebbe far leva sulla giusta indignazione dei cittadini per pratiche che, concordiamo, sono generalmente piuttosto antipatiche.
Come in altre uscite dei due grandi statisti, raramente la loro proposta è la soluzione migliore al problema reale da stigmatizzare.
Il vincolo di mandato fu espressamente escluso dei padri costituenti, che dopo una lunga discussione concordarono sul fatto che il Parlamentare, una volta eletto, rappresenta tutti i cittadini ed esercita il suo compito legislativo in totale libertà e rispetto della propria indipendenza. E' questo lo spirito dell'articolo 67 della Costituzione, che appunto esclude ogni obbligo del singolo Parlamentare verso il partito in cui è stato eletto e finanche verso il programma elettorale su cui si è basata la sua elezione.
Naturalmente, le motivazioni addotte a giustificazione dei cambi di casacca sono sempre attribuite a cause contingenti, a cambi di linea del partito e quindi fatte in nome della fedeltà ai propri principi. 
E' ovvio che la realtà è spesso molto diversa, più prosaica e banale: si cambia gruppo, molto spesso, semplicemente in cambio di un qualche incarico di rilievo, nel governo o da qualche altra parte, o per una promessa di rielezione.
Perciò, piuttosto che chiedere le dimissioni "per tradimento dell'impegno preso con gli elettori" (difficilmente dimostrabile, spesso), sarebbe molto più semplice vietare il doppio incarico di parlamentare e di governo: se qualcuno, per ricoprire un ruolo di sottosegretario nel governo, fosse costretto a rinunciare al seggio (ed allo stipendio) da parlamentare, certamente si renderebbero più stabili le maggioranze ed i governi e più rari i cambi di casacca.
Ci sono casi poi, come quello che riguarda in questi giorni i parlamentari di Scelta Civica, in cui è il partito a cambiare idea, o a venir meno, a scomparire. Questo naturalmente non fa venir meno il fatto che quelle persone siano state legittimamente elette a rappresentare chi ha voluto dare loro il voto. Perciò riteniamo assolutamente legittima la loro scelta di aderire ad un diverso gruppo parlamentare, ora che quello originario non esiste più, per proseguire il compito legislativo a cui sono state chiamate. Tra l'altro, questi onorevoli e senatori, erano già parte della maggioranza, quindi la loro nuova iscrizione non comporta alcun cambio di assetto politico o di linea governativa.
Perciò, gridare 'al lupo, al lupo', come hanno fatto i due soloni, in questo caso è decisamente fuori luogo.

Sarebbe invece un'altra la proposta veramente dirompente (e perciò stesso difficilmente accettabile dall'attuale cultura politica, anzi partitica) per meglio mettere in evidenza il ruolo di rappresentante dei cittadini da parte di chi viene eletto in Parlamento: eliminare i gruppi parlamentari, azzerare la struttura che cristallizza ogni atto, ogni commissione, ogni scelta secondo rigide spartizioni proporzionali al peso dei singoli partiti. Un Parlamento fatto di semplici eletti, rappresentanti dei cittadini non solo senza vincolo di mandato, ma anche senza appartenenza ad un partito, senza bandiere o obblighi precostituiti.
Sarebbe un passo coraggioso, forse il primo vero passo per uscire dalla "Repubblica dei partiti".





lunedì 27 ottobre 2014

Un'autorevole condivisione di principi ...

Vi segnaliamo oggi la presa di posizione di una persona che da altre 60 anni è impegnata nella società civile e gode di una autorevolezza senza pari.
Parliamo di Raniero La Valle, presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione, che il 20 ottobre scorso è stato sentito nella I Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati.
Riportiamo un breve stralcio del suo discorso, dove afferma con chiarezza un principio che a noi di "no doppio incarico" sta molto a cuore e che coincide in maniera assolutamente precisa con quelle che sono anche le nostre priorità:

"Perciò la prima riforma veramente necessaria sarebbe una legge di attuazione dell’art. 49 della Costituzione, che garantisca la trasparenza e la democrazia interna dei partiti, li metta al riparo dalle catture di agenti esterni e con opportune incompatibilità tra cariche di partito e cariche pubbliche ne faccia organi della società e non dello Stato."

Vi consigliamo la lettura dell'intero intervento, che potete trovare a questo link.

mercoledì 1 ottobre 2014

In odore di "casta"

Mentre ad Hong Kong migliaia di giovani protestano per le strade contro il Governo locale, uniti dallo slogan "una persona un voto", chiedendo di fatto il suffragio universale, nella metropoli padana si consuma la prima tappa del percorso inverso: "una persona - duemila voti e duemila persone - nessun voto".
Questo, di fatto, è successo domenica 28 settembre, quando poco più di 1600 tra sindaci e consiglieri comunali hanno espresso il loro voto "di secondo livello", hanno cioè scelto i "loro" rappresentanti per l'assemblea dell'area metropolitana milanese.
Ogni consigliere ed ogni sindaco rappresentava qualche centinaio di cittadini ed i voti espressi sono stati proprio conteggiati in base alle dimensioni del comune di appartenenza di ogni "grande elettore".
Così, agli eletti sono arrivate migliaia di preferenze, anche se espresse da pochi votanti.
Due sono comunque gli elementi di particolare nefandezza che affiorano da questo nuovo modo di eleggere chi ci governa:
- la totale indifferenza in cui si è svolta la tornata elettorale, particolamente importante per le sorti della città e della provincia di Milano: pochi giornali hanno riportato la notizia, in articoli defilati, pochissimo ne hanno parlato gli altri mezzi di comunicazione e chiedendo in giro, alle persone, nessuno ne sa nulla;
- il disagio, particolarmente forte per noi del sito "No doppio incarico", nel leggere la lista degli eletti: sindaco di Legnano, sindaco di Cernusco, sindaco di Arese, sindaco di Opera, consigliere a Milano, consigliere a Pessano, e così via.
Il 12 ottobre si replica, nelle altre aree metropolitane ed in tutte le province: se sentite odore di casta, non preoccupatevi, sono "loro".

venerdì 1 agosto 2014

Senato e Doppi Incarichi: ma non si doveva cambiare verso?

La fortuna dell'attuale Presidente del Consiglio è nata ed è cresciuta su pochi semplici concetti: rottamazione, riforme, novità. Tutto sapientemente sintetizzato, come lui sa fare, da un hashtag, una parola d'ordine che racchiude l'essenza della sua avventura: #cambiaverso. Indubbiamente, qualche cambiamento è in corso, anche se per ora limitato ad aspetti solo formali, o, peggio, limitato solo all'annuncio. Ma l'impressione è che tali (promessi) cambiamenti altro non siano, in realtà, che un perfezionamento del meccanismo di controllo dei partiti sulle istituzioni. Esattamente il contrario di ciò che servirebbe. Oggetto principale di questo blog, come sanno i nostri affezionati lettori, sono i doppi incarichi legati alla politica, in tutte le loro sfaccettature. Naturalmente l'aspettativa, nostra e forse di molti altri cittadini, è che questa infausta pratica dei doppi incarichi venga in qualche modo ridotta, se non addirittura contrastata, con provvedimenti ad hoc. E invece no: sembra proprio che Renzi voglia dare legittimità costituzionale al doppio incarico, prevedendone applicazioni nuove ed inaspettate. Così, se la prossima riforma del Senato andrà in porto, ci saranno un centinaio di eletti di primo grado (eletti dai cittadini nei Consigli Regionali o come sindaci di comuni capoluogo) che diventeranno ri-eletti di secondo grado, cioè votati dalle stesse assemblee regionali per entrare nel nuovo Senato. Naturalmente senza abbandonare la prima carica, che semplicemente si somma alla seconda. Anzi, la prima carica sarà presupposto e condizione necessaria perchè la seconda possa realizzarsi. Il tutto secondo le prescrizioni della nuova Costituzione. A dire il vero, anche prima di scomodare la Costituzione, già alcune importanti leggi ordinarie degli ultimi tempi avevano iniziato ad occuparsi della questione ed a conferire doppi incarichi istituzionali per alcune posizioni. Le città metropolitane ad esempio: nel prossimo mese di ottobre ci saranno le prime "nomine" (non trovo una parola più adatta) dei presidenti e dei consiglieri di questa nuova istituzione. Saranno scelti, a scrutinio segreto, tra i sindaci e i consiglieri comunali dei comuni coinvolti, votati proprio dagli stessi sindaci e consiglieri comunali. Così il Presidente della città metropolitana sarà già sindaco, ed i suoi assessori saranno assessori o consiglieri comunali: il doppio incarico diventa istituzione. Per le province sarà altrettanto: i nuovi presidenti ed i nuovi assessori (perchè ci saranno ancora i presidenti e gli assessori nelle province, che non sono state affatto abolite) saranno sindaci ed assessori, o consiglieri comunali già in carica, scelti ancora a scrutinio segreto dagli altri sindaci e consiglieri. Non vorrei abusare di una parola che suona ormai quasi inflazionata, ma di fatto "la casta" eleggerà suoi rappresentanti per governare e legiferare meglio in ambiti stabiliti e protetti dalla legge, se non addirittura dalla Costituzione, che al suo primo articolo afferma, come noto, che "il potere appartiene al popolo". In effetti, si tratta di un palese "cambiamento di verso". Perchè mai un sindaco dovrebbe trascurare la sua città e dedicarsi al governo della provincia? e perchè una persona, eletta nell'assemblea regionale, dove andare tutte le settimane a Roma per partecipare alle attività (non sappiamo poi ancora bene quali siano) del Senato? Sono domande per cui il cittadino medio non ha una risposta, ma che il politico, invece, che vede lontano, riesce a spiegare molto bene: solo così i partiti controlleranno ancora meglio le istituzioni, occupandole senza più nemmeno il bisogno di chiedere il consenso dei cittadini elettori. A questo punto credo sia indispensabile "cambiare verso": finora abbiamo cinguettato, ora dovremo cominciare ad abbaiare.

domenica 27 aprile 2014

Europee 2014: doppi incarichi - Sud

Ecco la lista completa per quanto riguarda la circoscrizione sud.


Circoscrizione Sud
PARTITO DEMOCRATICO
Pina Picierno Deputato
Gianni Pittella Eurodeputato Uscente
Anna Petrone Consiglio Regionale Campania
Elena Gentile Assessore Regione Puglia
Andrea Cozzolino Eurodeputato Uscente
Pino Arlacchi Eurodeputato Uscente
Massimo Paolucci Deputato
Mario Pirillo Eurodeputato Uscente
Giuseppe Ferrandino Sindaco di Ischia
Mario Serpillo nessun incarico trovato
Stefano Minerva nessun incarico trovato
Roberta Capone nessun incarico trovato
Maria Saladino nessun incarico trovato
Mario Maiolo Consiglio Regionale Calabria
Milena Miranda nessun incarico trovato
Rosaria Leserri Direttivo PD Ginosa (TA)
Nicola Caputo Consiglio Regionale Campania
FORZA ITALIA
Raffaele Fitto Deputato
Raffaele Baldassarre Eurodeputato Uscente
Mario Clemente Mastella Eurodeputato Uscente
Barbara Matera Eurodeputato Uscente
Aldo Patriciello Eurodeputato Uscente
Crescenzio Rivellini (detto Enzo) Eurodeputato Uscente
Sergio Paolo Francesco Silvestris Eurodeputato Uscente
Domenico Giovanni Arena Coordinatore FI Vibo Valenzia
Simona Capasso nessun incarico trovato
Alessandro Cecchi Paone nessun incarico trovato
Jonni D`Andrea nessun incarico trovato
Federica De Benedetto detta Federica nessun incarico trovato
Marzia Ferraioli nessun incarico trovato
Fulvio Martusciello Assessore Regione Campania
Santo Raffaele Mercuri nessun incarico trovato
Iris Savastano Consigliere Municipio Vomero-Arenella (NA)
Maria Tripodi Comitato di Presidenza Giovani F.I.
NUOVO CENTRO DESTRA
Cesa Lorenzo Deputato - Segretario Nazionale UDC
Cassano Massimo Sottosegretario Lavoro - Coordinatore NCD Puglia
Gargani Giuseppe Eurodeputato Uscente
Trematerra Gino Eurodeputato Uscente - Segretario UDC Calabria
Cera Angelo Deputato - Sindaco San Marco in Lamis (FG)
Piccone Filippo Sindaco di Celano (AQ)
Scopellitti Giuseppe Coord.Regionale Circoli NCD - Pres. Regione Calabria (dimissionario)
Romano Paolo Consiglio Regionale Campania
Brusco Gerardo detto Dino nessun incarico trovato
Caroppo Andrea Consiglio Regionale Puglia
D’Acunzi Pasquale nessun incarico trovato
Di Pierro Vincenzo Consiglio Provinciale BAT
Ferrarere Massimo nessun incarico trovato
Melica Luigi Consiglio Comunale Lecce
Nesci Denis Domenico detto Denis nessun incarico trovato
Scotto Diminico Tommaso Consiglio Provinciale Napoli
Strianese Loredana detta Lorella nessun incarico trovato
MOVIMENTO 5 STELLE
Adinolfi Isabella nessun incarico trovato
Aiuto Daniela nessun incarico trovato
Alemagna Fabio nessun incarico trovato
Angelini Paolo nessun incarico trovato
Cammarano Michele nessun incarico trovato
Casili Cristian nessun incarico trovato
Casimiro Pasquale nessun incarico trovato
Ciarambino Valeria nessun incarico trovato
D’Amato Rosa nessun incarico trovato
Embrice Luigia nessun incarico trovato
Ferrara Laura nessun incarico trovato
Ipri Maria nessun incarico trovato
Laricchia Antonella nessun incarico trovato
Pedicini Piernicola nessun incarico trovato
Pomante Melania nessun incarico trovato
Ronzino Alfredo nessun incarico trovato
Viglione VIncenzo nessun incarico trovato
LISTA TSIPRAS
Rea Ermanno Candidatura multipla (3 volte)
Spinelli Barbara nessun incarico trovato
Silvana Arbia nessun incarico trovato
Arminio Franco Mario detto “Il Paesologo” nessun incarico trovato
Boccardi Costanza nessun incarico trovato
Bonanni Anna-Lucia nessun incarico trovato
Cataldo Gaetano detto “Gano” Segretario Regionale SEL
Di Luca Antonio nessun incarico trovato
Di Palma RIccardo detto “Dino” Presidente Regionale SEL
Di Salvatore Enzo nessun incarico trovato
Ferrara Raffaele detto “Lello” nessun incarico trovato
Fiorenza Eleonora Segreteria Naz. PRC
Gattuso Domenico detto “Mimmo” nessun incarico trovato
Masciopinto Teresa nessun incarico trovato
Parrella Valeria nessun incarico trovato
Perna Antonio Maria detto “Tonino” Assessore Comune Messina
Riccio Claudio nessun incarico trovato
LEGA NORD
Salvini Matteo Segretario Nazionale Lega Nord - Candidatura multipla (5 volte)
Attaguile Angelo Deputato
Coppola Antonio nessun incarico trovato
Cristiano Marco nessun incarico trovato
Vestuto Gianfranco Segretario Federale Lega Sud
Pergamo Luigi nessun incarico trovato
Cataldi Teresa Vittoria, detta Vittoria nessun incarico trovato
De Francesco Ferdinando Assessore Comune Montemarano (AV) - candidatura multipla (2 volte)
Colangelo Paolo nessun incarico trovato
Taini Claudia nessun incarico trovato
Montanino Francesco nessun incarico trovato
Anvar Susanna nessun incarico trovato
Brambilla Enrica Giovanna nessun incarico trovato
Callegari Michela nessun incarico trovato
Oltolini Giovanna nessun incarico trovato
Spinello Massimiliana nessun incarico trovato
Villa Ilaria nessun incarico trovato
SCELTA EUROPEA
Bruno Tabacci Deputato
Stefania Schipani nessun incarico trovato
Sergio Barile nessun incarico trovato
Nicola Benedetto Consiglio Regionale Basilicata
Maria Rosaria Arrighi nessun incarico trovato
Rosella Castellano nessun incarico trovato
Gennaro Cirillo nessun incarico trovato
Manuela Formicola nessun incarico trovato
Annarita Frullini nessun incarico trovato
Pietro Funaro nessun incarico trovato
Raffaele Picardi nessun incarico trovato
Enrico Pierangeli nessun incarico trovato
Raffaele Prodromo nessun incarico trovato
Antonia Sallustio nessun incarico trovato
Massimiliano Stellato nessun incarico trovato
Daniele Toto nessun incarico trovato
Antonio Turdò nessun incarico trovato
ITALIA DEI VALORI
Messina Ignazio Segretario Naz. IDV - Candidatura multipla (5 volte)
Di Nardo Aniello Segretario Regionale IDV Campania
Pisanello Luciano Cons.Comunale S.Giorgio Ionico (TA) - Segr.Organizzativo Nazionale
Cantisani Maria Luisa Segretario Regionale IDV Campania
Spina Mchele Esecutivo Nazionale IDV
Caligiuri Giampiero nessun incarico trovato
Casertano Sandro Coord.Nazionale Partito dei Diritti
Ciano Antonio Presidente Onorario Partito del Sud (indipendente)
Di Giacomo Aldo nessun incarico trovato
Di Pietro Angelo nessun incarico trovato
Mariani Rinaldo Consiglio Provinciale L'Aquila
Marinelli Vita Maria nessun incarico trovato
Natali Ivan nessun incarico trovato
Russo Salvatore nessun incarico trovato
Sacco Vincenzo Francesco nessun incarico trovato
Schiazza Simonetta Consiglio Comunale Ortona (CH)
Varrecchia Antonietta, detta Antonella Assessore Comune Manfredonia (FG)

sabato 26 aprile 2014

Europee 2014: doppi incarichi - Isole

Ed infine ecco la lista degli incarichi ricoperti dai candidati della Circoscrizione Isole.


Circoscrizione Isole
PARTITO DEMOCRATICO
Caterina Chinnici nessun incarico trovato
Renato Soru nessun incarico trovato
Giovanni Fiancada nessun incarico trovato
Michela Giuffrida nessun incarico trovato
Giovanni Barbagallo Eurodeputato Uscente e Sindaco di Trecastagni (CT)
Marco Zambuto Sindaco di Agrigento - Presidente Assemblea Regionale PD
Michela Stancheris Assessore Regionale Sicilia
Tiziana Arena Segretaria PD Enna
FORZA ITALIA
Giovanni Miccichè detto Gianfranco nessun incarico trovato
Salvatore Iacolino Eurodeputato Uscente
Antonella Chiavacci nessun incarico trovato
Salvatore Cicu Deputato
Ylenia Maria Citino nessun incarico trovato
Innocenzo Leontini nessun incarico trovato
Salvatore Domenico Antonio Pogliese detto Salvo Assessore Regionale Sicilia
Francesca Reitano nessun incarico trovato
NUOVO CENTRO DESTRA
Giovanni La Via Eurodeputato Uscente
Giovanni Pistorio nessun incarico trovato
Francesco Cascio Consiglio Regionale Sicilia
Maddalena Calìa Coord. Regionale NCD Sardegna
Nino Germanà Consiglio Regionale Sicilia
Giuseppe Marinello Senatore
Angela Scarpa Consiglio Comunale Iglesias (CA)
Patrizia Valente Consiglio Regionale Sicilia
MOVIMENTO 5 STELLE
Ignazio Corrao nessun incarico trovato
Antonella Di Prima nessun incarico trovato
Nicola Marini nessun incarico trovato
Giulia Moi nessun incarico trovato
Maria Saija nessun incarico trovato
Paola Sobbrio nessun incarico trovato
Simona Suriano nessun incarico trovato
Antonio Zanotto nessun incarico trovato
LISTA TSIPRAS
Barbara Spinelli Candidatura multipla (3 volte)
Elena Ledda nessun incarico trovato
Mario Cicero Consiglio Comunale Castelbuono (PA)
Alfio Foti nessun incarico trovato
Antonella Leto nessun incarico trovato
Simona Lobina Vice Presidente Provincia Medio Campidano
Antonio Mazzeo nessun incarico trovato
Olga Nassis nessun incarico trovato
LEGA NORD
Matteo Salvini Segretario Nazionale Lega Nord - Candidatura multipla (5 volte)
Francesca Donato Candidatura multipla (2 volte)
Carmelina Droise nessun incarico trovato
Angela Maraventano Candidatura multipla (2 volte)
Antonio Mazzeo nessun incarico trovato
Mauro Morle’ nessun incarico trovato
Mirko Valenti Consiglio Regionale Umbria - Segretario Provinciale Perugia
Ferdinando De Francesco Assessore Comune Montemarano (AV) - candidatura multipla (2 volte)
SCELTA EUROPEA
Anna Busia Consiglio Regionale Sardegna
Vittorina Rossi nessun incarico trovato
Francesco Attaguile nessun incarico trovato
Rosaria Maria Baiamonte nessun incarico trovato
Mario Carboni nessun incarico trovato
Alberto Di Mario nessun incarico trovato
Filippo Ricciardi Sindaco di Limina (ME)
Luciano Vasques nessun incarico trovato
ITALIA DEI VALORI
Ignazio Messina Segretario Naz. IDV - Candidatura multipla (5 volte)
Giommaria Uggias Eurodeputato uscente
Michele Azara Consiglio Regionale Sardegna
Paolo Caracausi Consiglio Comunale Palermo
Antonino Alessi Segretario Provinciale Messina
Rosalinda Brusca Coord.Regionale Donne IDV
Gianfranco Cascone Presidente Circolo IDV Palermo
Maria Pia Zonca Assessore Comune La Maddalena (OT)