Lo scopo di questo blog


Fare bene due cose contemporaneamente, è difficile. In Politica, ancora di più.
Chi è stato eletto ad una carica, non deve ricoprirne altre, ma portare a termine la prima nel modo migliore.
Questo Blog è nato per segnalare tutti quei casi di politici italiani che ricoprono doppi incarichi (elettivi o di nomina politica), o che abbandonano la posizione per cui sono stati eletti per candidarsi ad un'altra (Rispetto del Mandato), o che si candidano contemporaneamente a piu' cariche, per scegliere la piu' conveniente.
Per ciascuno di questi politici cerchiamo di fornire tutti i riferirmenti ed i contatti, invitandovi a scrivergli per convincerli a comportarsi correttamente verso i propri elettori, anche se la legge, a volte, non lo impone.
In sezioni dedicate del Blog vi daremo tutti gli aggiornamenti e le risposte dei politici interpellati.
Partecipate! fate sentire la vostra voce!

martedì 13 agosto 2013

Partito e Istituzione: paghi uno e prendi due

La gravitá della situazione, almeno nella percezione dei cittadini, viene determinata, quasi sempre, dai titoli dei giornali e, forse di piú, dei telegiornali.
É naturale perció che quasi nessuno, se non per una propria sensibilitá e ricerca personale, presti attenzione ai fenomeni ed ai comportamenti che sono oggetto di questo blog: il cumulo di incarichi.
Rimanendo quindi sempre in questo ambito, vogliamo oggi concentrare l'attenzione dei lettori su di un'altra anomalia del sistema politico nazionale: il doppio ruolo di alcune persone in ambito istituzionale e in ambito, per cosí dire, particolare. Ci riferiamo a quei casi di sovrapposizione di incarichi elettivi istituzionali, come la presidenza di una regione, e il contemporaneo ruolo di leader o esponente di maggior rilievo di una parte, o meglio, di un partito.
Esistono un paio di casi, noti a tutti, che ben rappresentano questa anomalia: la presidenza della regione Lombardia, a cui é stato eletto nel febbraio scorso Roberto Maroni, segretario politico della Lega Nord, e la presidenza della regione Puglia, posizione ricoperta, giá per il secondo mandato, da Nichi Vendola, numero uno di SEL.
Come é evidente, in questi due casi il problema non é legato a doppie retribuzioni, e quindi costi, per la finanze pubbliche, ma semplicemente al fatto che il maggior esponente di una "parte" é contemporaneamente il maggior responsabile di una "istituzione" e cioé di un qualcosa che appartiene a tutti. La contraddizione é evidente, stante il fatto che lo sdoppiamento di personalitá é ancora ritenuto una forma patologica.
Mi rendo conto come, per molti, questa sovrapposizione di incarichi non sia un'anomalia, anzi, é il modo migliore e piú normale nel quale un partito si impegna nella contesa elettorale per una posizione di rilievo, mettendo in gioco il proprio piú alto dirigente. Ciononostante, noi siamo convinti che proprio la necessaria separazione che deve esistere tra "partito" e "istituzione", per il loro compito ontologicamente distinto, richieda una altrettanto netta separazione di ruoli all'interno del partito e all'interno delle istituzioni.
Naturalmente, ció non significa che il leader di un partito non possa candidarsi ad una carica istituzionale, ma nel momento in cui decide di impegnarsi in tale avventura, deve rimettere il mandato di capo partito, per poter dare le minime garanzie di dedicarsi al nuovo impegno, in caso di vittoria, con la necessaria dedizione. Non basta piú, perció, affermare, al momento dell'elezione, che ci si impegnerá ad essere "il presidente di tutti" o "il sindaco di tutti". La "nuova politica" richiede di dare vero contenuto a questa affermazione ormai divenuta di rito, ma quasi sempre completamente disattesa nei fatti.
Non ci aspettiamo rivoluzioni nei comportamenti dei politici, dopo questa nostra presa di posizione, ma nel nostro piccolo ci piacerebbe che questa proposta suscitasse qualche riflessione, almeno in quelle forze politiche che proprio in questi giorni dibattono su coincidenza o separazione del ruolo di segretario e di premier del governo.
Per poter continuare a sperare che una Politica migliore sia ancora possibile.

sabato 27 luglio 2013

Da Fabrizio Barca un questionario contro le doppie poltrone

Credo sia dai tempi delle prime assemblee nazionali dei Verdi, datate circa 25 anni fa, che certe tesi non si sentono piú pronunciare in ambito politico. E' perció una soddisfazione citare l'intervento di Fabrizio Barca che ripropone, negli impegni da lui richiesti al prossimo segretario del suo partito, la questione della separazione netta tra partito e istituzioni, di incompatibilitá assoluta tra ruoli in uno e nell'altro di questi ambiti cosí diversi.
Perché se "partito" contiene nella sua stessa etimologia il concetto di "parte", le istituzioni, soprattutto nei loro ruoli esecutivi, devono essere intrinsecamente "di tutti", devono tendere al "bene comune", concetto difficilmente comprensibile e, tanto piú, irrealizzabile quando vengono invece ricoperti da un rappresentante di alto livello di "una parte".
Non dare più per scontato, come accade ora, che ogni ruolo di alto livello, nel governo di una nazione, o di una regione, o anche di una cittá, spetti automaticamente, o addirittura per Statuto, come avviene in alcuni casi, é il primo passo per tendere a quel rinnovamento della Politica ed al ridimensionamento dello strapotere dei partiti che solo potrá ricostruire i corretti rapporti ed una sana e giusta dialettica tra cittadini ed istituzioni, tra elettori e mondo della politica.
Mi auguro vivamente che l'appello di Barca non cada inascoltato, ma trovi numerosi e autorevoli sostenitori, soprattutto tra le giovani leve che si stanno proponendo come rottamatori di una generazione di politicanti che ha visibilmente fallito, dimostrando maggior attaccamento alle poltrone, spesso doppie, piuttosto che al bene del Paese che fino ad oggi hanno governato.

venerdì 12 luglio 2013

Il curioso caso dei sindaci al governo

Non solo Delrio e Zanonato hanno avuto l'arduo compito di accollarsi, oltre all'incarico di Sindaco, anche quello di membri del governo Letta.

Altri due sono infatti i "primi cittadini" che sono entrati, in maniera abbastanza inattesa e, fatemi dire, fortuita tra i ranghi del governo, anche se non in prima fila.
Si tratta del Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, rieletto nel 2011 per quarta volta, e del suo collega, molto meno conosciuto, Walter Ferrazza, primo cittadino di Bocenago, minuscolo comune della Val Rendena, ai piedi delle dolomiti di Brenta.

Il primo è diventato Vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti, in quota PD. Il secondo invece è Sottosegretario alle Presidenza del Consiglio, con delega agli affari Regionali ed alle Autonomie.
Nessuno dei due, pare, ha la minima intenzione di ritirarsi dal ruolo di sindaco. Almeno per ora.
Ma se del primo è risaputa la popolarità, a Salerno, dove nel 2011 ha raccolto al primo turno il 74% dei voti dei concittadini, la storia del secondo personaggio è quanto meno singolare.

doppio incarico Ferrazza
Il sindaco e sottosegretario Ferrazza
L'ingegner Ferrazza, classe 1974, nel 2010 diventa sindaco di Bocenago, un centinaio di case tra i boschi della val Rendena, nemmeno 500 abitanti, anche contando gli orsi che ogni tanto l'attraversano per scendere al torrente ad abbeverarsi.
Molte le passioni di Ferrazza: oltre al golf, anche la caccia. Non di poltrone, proprio di animali, di cui le sue vallate sono piene. Ma non abbastanza, forse, perchè spesso si avventura anche in battute extraregionali.
Proprio durante una di queste, in quel di Modena, cattura la sua preda più importante. O viene catturato, questo non si sa. Si tratta di Benedetta Samorì.
Non un nome qualunque, è la nipote di quell'avvocato Samorì che nel 2012 si propone come alternativa ad Alfano alle primarie del PDL.
Le primarie, come sappiamo non ebbero luogo. Allora, il buon Samorì fonda un partito, il MIR, praticamente una costola del PDL, con cui nel 2013 corre in coalizione per le elezioni politiche.
Anche in Trentino si presenta una lista del MIR, in cui, al terzo posto, compare proprio il Nostro, il sindaco Ferrazza.
La lista non ottiene quella che si può definire una valanga di voti: 1348 (0,43%) in tutto il Trentino. Ma a Bocenago è un tripudio: 51 voti, quasi il 20% (il PD fermo a 37 voti, solo il PDL fa meglio, con 70).
Un successo così non si può dimenticare. Quando, al momento di scegliere lo staff del Governo, quella pletora di vice e di sotto segretari su cui si avventano i partiti, un posticino spetta anche alla costoletta MIR (d'altra parte, 2200 'mi piace' in Facebook non si possono trascurare). Il patron del movimento, l'avvocato Samorì, viene cooptato, ma non se la sente. Forse vuole dedicarsi solo al partito, o forse guarda più lontano. Lui non si è scordato del successo del sindaco di Bocenago, e lo propone al suo posto.
E così, inaspettatamente, il primo cittadino lascia la sua Bocenago, con in mano un biglietto aereo comprato su internet dalla fidanzata Samorì.
Ora il paese è in festa, ne parlano tutti, entusiasticamente: chi se lo sarebbe aspettato un evento simile? a Roma c'è anche un pezzetto di Bocenago. E se il doppio incarico porterà qualche inefficenza, pazienza, sarà ripagata da una attenzione particolare che il sottosegretario alle Autonomie, ne siamo certi, presterà alla sua Bocenago.

mercoledì 3 luglio 2013

Non solo doppi incarichi ...

“No ai doppi incarichi”, per come appare, sembra proteso a pizzicare parlamentari e senatori i quali, avendo ricevuto un mandato nazionale, si ostinano a conservare una scranno territoriale (in comune, provincia o regione). 
E se invece di due incarichi, uno ne colleziona dieci volte tanti (o meglio, per la precisione: 2x12,5 = 25), lo ignoriamo del tutto?

Nella bottega di Mastro Pasqua titola un esilarante articolo di Carlo Bertani che inquadra un personaggio d’altri tempi, un Mastro Don Gesualdo uscito dalla prosa di Giovanni Verga. Che altro aggiungere, se non che queste righe sono vergate non dalla penna e calamaio dello scrittore siciliano, padre del Verismo, ma dalle cronache finanziarie, veritiere, e i tratteggi del fenomeno sono racchiusi nei meandri della ragioneria dello stato.
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La bottega di Mastro Pasqua è un luogo senza-luogo: lo immagineremo - prosegue il racconto di Bertani - sparire da una porticina in un vecchio androne della Roma rinascimentale, quei passaggi che conducono a cortili nascosti, con alberi di limone e cespugli di mirto.
Da lì, ecco che s’apre un nuovo budello, stretto ed ombroso, che termina nella sua bottega: l’Istituto Naturale delle Pensioni Segate (INPS). A dire il vero, per seguire la sua ossessione che rasenta la follia, Pasqua s’è lasciato convincere a seguire ben 25 dirigenze e consulenze, che spaziano da Equitalia al CONI, per giungere a Telecom ed Autostrade per l’Italia, solo per citare le più importanti. A definirlo un uomo in odore di conflitto d’interesse non è l’Almanacco Bolscevico, bensì sono i giornali finanziari più quotati.
La rimozione della morte, che Pasqua crede di vanificare gettandosi nel lavoro, lo condurrà probabilmente a concorrere – insieme ad altri manager di Stato – al concorso “il più ricco del cimitero”. Si vince una tomba in plexiglas con climatizzatore incluso, decorata con rose in plastica coreana: una vera sciccheria.

Ma, quando Mastro Pasqua apre la porta della sua bottega e poi la richiude, lo scatto dell’antica serratura lo fa precipitare nella pace assoluta: lontane sono le ansie, le lotte, i fastidi che ben 25 (!) lavori portano, che non sappiamo se corrisponderanno a 25, diverse, pensioni. Appena giunto saluta la Fornarina la quale, nel retro – in grembiule e ciabatte – è sempre affaccendata con i suoi alambicchi: la poveretta cerca da anni l’elisir di corta vita, e mescola sapientemente erbe e minerali nel mortaio, per poi riprenderle con poca acqua nel crogiolo e distillare, dunque, il tutto.
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Si rimanda alla fonte per la lettura completa dell’articolo:

http://carlobertani.blogspot.it/2013/06/nella-bottega-di-mastro-pasqua.html



domenica 28 aprile 2013

Il "lascia o raddoppia" del Ministro - 2

Ecco finalmente il Governo numero 62.
In 67 anni di Repubblica.
Siamo convinti che una delle ragioni per cui i governi italiani durano poco, rispetto a quelli di altri Stati, stia proprio nella possibilità di ricoprire, contemporaneamente, il ruolo di parlamentare e quello di ministro. Rendendo vulnerabile il governo, proprio perchè i parlamentari hanno la possibilità di far cadere, o ricattare, la maggioranza in cambio di un posto nel governo, di ministro o di sottosegretario, senza compromettere il loro ruolo di parlamentare.
Rendere incompatibili i due incarichi, potrebbe garantire qualche ripensamento in piu', prima di prestarsi al "voto di cambio" (di governo).
Ma veniamo al nuovo governo Letta. E' andata forse un po' meglio di quanto si potesse prevedere: 6 dei neo nominati Ministri non sono Parlamentari o non hanno altri incarichi di nomina politica (almeno in senso stretto, perchè in alcune delle organizzazioni in cui lavorano i magnifici 6, la politica c'entra, eccome).

Ecco chi sono:

  • Emma Bonino, Ministro degli Esteri;
  • Fabrizio Saccomanni (Direttore Generale di Bankitalia), Ministro dell'Economia;
  • Annamaria Cancellieri, Ministro alla Giustizia;
  • Enzo Moavero, Ministro agli Affari Europei;
  • Enrico Giovannini (Presidente ISTAT), Ministro del Lavoro;
  • Carlo Trigilia (Professore Università Firenze), Ministro alla Coesione Territoriale.

Sugli altri 16, tra Senatori, Deputati e Sindaci (ben 2!), c'è di chè preoccuparsi.

Tutti i riferimenti per contattarli e convincerli a "lasciare" anzichè "raddoppiare", li trovate nella pagina dedicata.
Fateci sapere le loro reazioni, se ne avranno!

giovedì 25 aprile 2013

Il "lascia o raddoppia" del Ministro

In questi giorni di "toto-ministri", giorni in cui forse, finalmente, vedrà la luce il primo governo di questa XVII Legislatura, noi di No Doppio Incarico abbiamo un desiderio, anzi, una speranza: che nessuno, tra i Ministri che verranno scelti, ricopra un doppio incarico o che almeno, una volta nominati, quelli che già ricoprono un altro incarico elettivo, qualunque esso sia, vi rinuncino immediatamente.
Non per risparmiare qualche emolumento (peraltro forse già vietato per legge), non perchè assumere due ruoli impegnativi può essere faticoso e uno dei due ne risentirebbe, ma semplicemente perchè il cumulo di cariche elettive o di nomina politica è contrario alla buona politica, quella che si occupa del bene dei cittadini e non degli interessi di potere personali o di partito.
Non appena sarà nota la lista dei Ministri incaricati, segnaleremo in una pagina dedicata ogni cumulo di cariche che li coinvolge e inizieremo a scrivere per convincerli a lasciare ed a mantenerne solo uno.

martedì 12 marzo 2013

Il nuovo Parlamento

Riprendiamo la nostra attività di segnalazione e pressione sui Parlamentari che detengono due o piu' incarichi elettivi.
Il nuovo Parlamento si sta insediando in questi giorni e noi abbiamo iniziato a verificare, uno per uno, tutti i nuovi eletti, cominciando dai senatori, per scovare chi si è candidato ed è stato eletto, pur detenendo un precedente incarico elettivo.
Gli elenchi si stanno completando, un po' alla volta (sono 900 nuovi deputati e senatori da controllare!), per cui tornate ogni tanto a verificare chi sono i nuovi arrivi e, soprattutto, continuate a contattarli, con i riferimenti che vi forniamo, per convincerli a lasciare uno dei due incarichi.
Segnalateci anche ogni mancanza o errore che trovate, in modo da rendere il più possibile aggiornato, completo e corretto questo sito.
Vi aspettiamo!

mercoledì 19 dicembre 2012

La Legislatura sta per finire ...

L'attuale legislatura, la XVI, è ormai agli sgoccioli e tutti i parlamentari stanno per lasciare il loro attuale incarico di Deputati o di Senatori.
Alcuni di essi si ripresenteranno, altri no. Certamente, la deprecabile pratica del doppio incarico non finirà, ma si ripresenterà senz'altro anche nel prossimo Parlamento.
Fin da ora, stiamo monitorando le probabili liste dei candidati (almeno per quanto note al momento), per scovare fin da subito doppio-giochisti e accumulatori di incarichi elettivi, così da conoscere, prima possibile, chi cercherà di ricoprire piu' caselle possibile.
Poi, spetterà a noi mettere in pratica il famoso detto: "se lo conosci, lo eviti".
Tornate a trovarci per sapere come si sta muovendo il popolo dei candidati

giovedì 29 novembre 2012

Doppio incarico: un fenomeno diffuso

Vogliamo con questo post cominciare a fare qualche analisi un po' piu' approfondita del fenomeno "doppio incarico", che ancora pochi, troppo pochi cittadini ritengono una pratica assolutamente incompatibile con una Democrazia matura, quale vorremmo essere. Viene percio' naturale studiare il fenomeno, almeno quello piu' visibile, che riguarda i parlamentari della nostra Repubblica, facendo qualche analisi statistica molto semplice.
I dati che seguono si riferiscono alla XVI Legislatura.


Innanzi tutto: quale percentuale di Deputati e Senatori continua, nonostante le pressioni dei cittadini, a ricoprire un doppio incarico? come si vede dalle figure qui a lato, il fenomeno è uniformemente diffuso sia alla Camera che al Senato, dove circa il 10% degli eletti ha sulle spalle un'altra carica elettiva o di nomina politica. Precisamente, 66 deputati su 630 e 34 senatori su 315.

Il secondo aspetto che vogliamo analizzare è l'appartenenza partitica di questi doppiogiochisti: di quale schieramento, di quale partito fanno parte?
Anche qui si puo' notare che, di fatto, non esistono zone franche: tenuto conto delle consistenze numeriche dei vari gruppi, la pratica del doppio incarico è distribuita ancora piu' o meno uniformemente, come si vede dai due grafici a lato, con qualche picco qua e là.
Alla Camera, la Lega Nord è quella un po' piu' compromessa, con 21 Deputati "doppi" su un totale di 58 (36%), l'UDC al secondo posto, con un bel 24% (9 su 37), mentre il PDL segue con 20 su un totale di 206 Deputati (quasi il 10%). Gli altri, soprattutto i partiti che erano all'opposizione col governo precedente (quindi parte della minoranza), sono su percentuali minori (PD al 4%, IDV al 5%, ecc.).

 Per il Senato la situazione è allineata alla precedente, anche se i numeri sono un po' inferiori: Lega Nord al 32% (7 su 22 Senatori), PDL al 13% (17 su 126), PD 5%, gli altri trascurabili.

Come si vede, percio', il fenomeno colpisce un po' tutti, non c'è un'area esente, anche se le dimensioni sono diverse: i partiti che hanno vinto le elezioni (la Lega al nord, il PDL di piu' al sud) hanno spinto i loro candidati anche per i doppi incarichi; chi ha vinto di meno (PD, UDC, IDV, ...) sono stati meno esposti alla tentazione e quindi si sono un po' salvati. In ogni caso, è evidente che nessuno ha chiaramente messo dei paletti per evitare che i propri eletti occupassero piu' di una carica elettiva: è proprio un malcostume che accomuna tutti, quando ne hanno l'occasione.

Un ultimo dato ci fa vedere quali sono i ruoli maggiormente ambiti dai doppiogiochisti. Nel grafico qui sotto si vede che la carica di consigliere comunale è la piu' diffusa: si mette in lista la personalità, l'onorevole, per attirare voti. Spesso alcuni di questi "consiglieri" sono semplicemente "sindaci mancati": erano candidati a sindaco, ma hanno perso e sono diventati semplici consiglieri. Molto spesso, comunque, si tratta di comuni piccoli, inferiori ai 20.000 abitanti (per i quali la legge prevede l'incompatibilità).


Non mancano comunque anche ruoli molto piu' impegnativi, come sindaci, assessori (sia comunali che provinciali) e presidenti di provincia: ben 9 stanno ricoprendo quest'ultimo incarico, anche se dichiarato incompatibile da una sentenza della Corte Costituzionale, piu' di un anno fa (di questo ci occuperemo piu' dettagliatamente in un prossimo post).

Per ora, ne sappiamo abbastanza: continuate a scrivere ai vostri politici super-occupati, vediamo se troveranno il tempo per rispondervi.
E naturalmente, teneteci informati degli sviluppi.

mercoledì 26 settembre 2012

Perchè questo Blog

L'attuale legislatura sta per terminare e si avvicinano le nuove elezioni.
Prima di scegliere i nostri futuri rappresentanti, è importante e utile conoscere meglio le persone che ci hanno rappresentato fino ad oggi, valutarne le scelte, le buone cose e le meno buone. Per votarli ancora o per evitarli.
Questo blog vuole concentrarsi principalmente su certi tipi di comportamento, forse sottovalutati, che indicano molto chiaramente l'idea di politica che molti nostri Parlamentari hanno: occupare le Istituzioni, in barba ad ogni principio di correttezza nei confronti dei cittadini elettori.
E così ci sono politici che accumulano le cariche elettive (senatori, o deputati che contemporaneamente sono sindaci, presidenti di provincia o assessori) oppure, dopo essere stati eletti a qualche carica istituzionale, l'abbandonano (o la trascurano temporaneamente) per candidarsi ad un'altra, in attesa di essere eletti e, ma non sempre, di poter scegliere tra una e l'altra.
Alcuni casi sono chiaramente previsti e vietati per legge: un sindaco o un presidente di provincia non può diventare senatore o deputato, mentre il contrario, non essendo espressamente vietato, si fa. Così ci sono decine di senatori e deputati che sono sindaci, presidenti di provincia, assessori o consiglieri comunali (quando le elezioni a sindaco si perdono, si diventa almeno consiglieri comunali).
Questi comportamenti vanno stigmatizzati, devono diventare una vergogna pubblica, in un tempo in cui la Politica vuole riguadagnare la fiducia dei cittadini.

In questo blog, cliccando sulle pagine in alto, troverete le informazioni sui politici con doppi e tripli incarichi, politici che abbandonano la carica attuale per prenderne una più autorevole, politici che si candidano contemporaneamente in più collegi, per scegliere poi solo a posteriori quello più conveniente per farsi eleggere.
E soprattutto troverete tutte le informazioni per farvi sentire, per contattarli ed esprimere la vostra indignazione e la vostra richiesta di una Politica (con la 'P' maiuscola) diversa, più corretta, più trasparente, più servizio e meno rendita personale. Basta cliccare sulle icone della Mail , di Twitter o di Facebook per raggiungere ciascun politico ed esprimergli il vostro punto di vista. Naturalmente sempre con lo stile pacato, ma fermo e autorevole, che contraddistingue i cittadini politicamente maturi.
E soprattutto ... comunicateci le risposte che riceverete, se avranno il coraggio di rispondervi!